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Borghi (Uncem): la Finanziaria penalizza i comuni montani

7 ottobre 2005 – "La Finanziaria 2006 colpisce gravemente i centri montani". E’ lapidario il presidente dell’Unione dei Comuni e degli Enti di montagna, Enrico Borghi (nella foto). I tagli previsti della nuova legge finanziaria pubblicata nei giorni scorsi dal governo, proprio non gli vanno giù.

 

borghiNegativo su tutta la linea. Soprattutto perchè la sforbiciata alla spesa pubblica andrebbe a incidere pesantemente sugli oltre 4000 piccoli comuni della montagna italiana e sulle 356 comunità montane presenti sul territorio nazionale, penalizzando economie che spesso sono già in sofferenza.

 

Il testo definitivo della Finanziaria presentato nei giorni scorsi al senato in effetti prevede tagli nell’ordine di 3,1 miliardi nei confronti degli enti locali. Ripartiti in 1,1 miliardi di euro per le regioni e 2 miliardi per province e comuni, con una riduzione che si aggira intorno al 6,7 per cento. 

 

Ma non tutto è perduto. "Il grido d’allarme di Borghi per certi versi è corretto – precisa il vicepresidente del "Gruppo parlamentare amici della montagna", Gianantonio Arnoldi – ma si riferisce all’impianto della legge in questo momento. Il governo sta studiando degli interventi correttivi e c’è ancora spazio per venire incontro alle legittime richieste della montagna". Allo studio, fra le altre cose, ci sarebbe un decreto legge atto a garantire la copertura finanziaria "per le iniziative importanti nel settore della montagna".

 

Secondo l’Uncem senza le adeguate coperture finanziarie,  anche la nuova legge sulla montagna – che è all’analisi del Senato – potrebbe rivelarsi un’operazione di "pura immagine".

 

L’Ente chiede al governo italiano di destinare al fondo nazionale per la montagna i preventi derivanti dalla "tassa sul tubo", l’imposta che il governo intende applicare ai grandi distributori di reti elettriche ed energia per l’occupazione di suolo e sottosuolo pubblico.

 

"Il governo – ha detto Borghi – pensa di utilizzare questi fondi per la tutela ambientale e la salvaguardia dell’ecosistema, e noi siamo d’accordo. Ma se vuole essere federalista nei fatti restituisca al territorio quanto esso concede. E stabilisca che una percentuale della nuova imposta confluisca nel fondo nazionale per la montagna, per consentire a regioni, comuni e comunità montane di realizzare interventi in tali settori, nel rispetto del prinicipio di sussidiarietà".

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