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Rivive l’epica vittoria dei difensori dell’Assietta

14-07-2005 – 38° Festa del Piemont al Còl ed l’Assieta – ogni anno la Regione Piemonte organizza una rievocazione storica in quota dell’epica vittoria dei difensori dell’Assietta.

“Nel 1747, Francia e Spagna non essendo riuscite a liberare l’alleata Genova dalla morsa degli assedianti austro-piemontesi, decisero di attaccare direttamente il Piemonte. Le truppe, suddivise in due colonne, attraversarono la catena alpina al Colle del Monginevro e al Colle Bourget-Bousson. Al primitivo progetto di conquista del forte di Exilles, il comandante francese Cavaliere di Bellisle, dovette anteporre quello dell’Assietta, occupata nel frattempo dai piemontesi, per evitare il grave pericolo di un attacco al suo fianco destro.

Il 18 luglio le due colonne, forti di circa 20.000 uomini e 7 cannoni, si riunirono al Colle Costa Piana 2313 m.
Le truppe piemontesi, nettamente inferiori di numero, potendo contare su una forza complessiva di soli 8.000 uomini, vennero schierate dietro le fortificazioni frettolosamente costruite dall’inizio del mese e che consistevano in trinceramenti con muretti a secco di pietra, dello spessore di un metro ed alti in media un metro e mezzo. Il caposaldo era costituito dalla Testa o Butta dell’Assietta, collegata alla Punta del Gran Serin con una doppia linea di trincee.

Il 19 luglio alle 16.30, i francesi attaccarono su tre colonne: la prima il Gran Serin, la seconda la Testa dell’Assietta, la terza il Colle dell’Assietta (2500m). La battaglia si accese subito cruenta e i numerosissimi assalti vennero respinti con grande coraggio dai piemontesi; durissime furono le perdite inflitte ai francesi, che alle 20 furono costretti a ritirarsi rinunciando definitivamente ai propositi di conquista del Piemonte.
Il bilancio della battaglia fu il seguente: da parte francese 5.300 fra morti e feriti, di cui 430 ufficiali; fra i piemontesi 185 soldati e 7 ufficiali, mentre gli austriaci persero 25 soldati e 2 ufficiali. L’anno successivo la pace di Aquisgrana suggellò la vittoria austro-piemontese concedendo allo stato sabaudo l’estensione dei confini piemontesi sino al lago Maggiore e al Ticino

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