News

Manuel Merillas e Nadir Maguet falliscono l’assalto al record di Kilian Jornet sul Cervino

Grandi imprese sportive e grandi polemiche sul web. Niente di nuovo, certo. Ma certe domande dobbiamo farcele

Premessa. Nelle prossime righe citeremo Campioni con la C maiuscola, di fenomeni assoluti della corsa in montagna per i quali nutriamo il massimo rispetto sportivo e personale. In questi giorni sono al centro delle cronache di montagna. Tema, il record di salita e discesa del Cervino dal versante italiano detenuto dal 20 agosto 2013 da quel fuoriclasse di Kilian Jornet Burgada che per completare il percorso impiegò appena 2h52’02”.

Nei giorni scorsi due tra i più forti specialisti al mondo hanno provato ad abbatterlo. Dapprima ha tentato Manuel Merillas, l’iberico già detentore del record di andata e ritorno da Courmayeur alla vetta del Monte Bianco. Questa volta il cronometro non gli è stato amico, fermandosi sul tempo, comunque eccezionale, di 3h12’40”. Dal suo entourage trapela l’intenzione di Manuel di effettuare un nuovo tentativo nei prossimi giorni e si dice che quella appena effettuata fosse stata solo una ricognizione veloce. Giù il cappello, certo. Ma sentire imputare il tempo alto (?) anche al troppo traffico di normali alpinisti sulla via ha suscitato polemiche. Più che legittime a nostro parere.

Nadir Maguet sfiora l’exploit

Ieri, 22 agosto, è stata poi la volta di Nadir Maguet, il “mago” fresco di record sulle Grandes Jorasses. L’atleta valdostano di Torgnon ha messo seriamente in discussione il primato di Jornet: 2h57’21, il suo tempo all’arrivo, solo cinque minuti in più rispetto al rivale catalano, più veloce di lui di circa 10 minuti in salita. La folle discesa del Mago verso il Breuil non è stata sufficiente a ricucire il gap. “Rallentato dal caldo eccessivo”, commentavano all’arrivo. Certo, Nerone ha colpito duro anche a Cervinia, ma non si spiega il motivo (o almeno non ne siamo a conoscenza) di una partenza alle 10.30. In ogni caso giù il cappello anche davanti a Maguet.

La (inevitabile) polemica

“Ma che senso ha inseguire questi primati sulle montagne”? La domanda è rimbalzata anche questa volta sui social, spaccando in due il web. Difficile prendere una posizione netta in un periodo in cui anche il più lento degli escursionisti stoppa il suo Garmin non appena varca la soglia di un rifugio, oppure si sente domandare da uno sconosciuto compagno di tavola “quanto ci hai messo”? Difficile però anche accettare che una montagna, qualunque essa sia e anche solo per un giorno, debba essere ad uso esclusivo di superatleti, ma anche solo che un alpinista tradizionale debba lasciare strada magari in un passaggio delicato o su una ferrata. Certo, nessuno può seriamente accusare questi super atleti di avere mancato di rispetto al Cervino e all’alpinismo, ma a nostro avviso la montagna è ancora di tutti, in qualunque giorno dell’anno.
Leoni da tastiera e puristi della montagna da un lato, agonisti e curiosi delle performance estreme dall’altro, insomma. Non è una novità.

Tags

Articoli correlati

Un commento

  1. E le gare di ski alp?
    Quelle minori e quelle mitiche come il Mezzalama, come fanno?
    Posso andare, da scarso totale, con i miei sci a intralciare chi corre?
    E se non posso qual è la differenza?

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Back to top button
Close