Alpinismo

Nanga Parbat, non c’è più nulla da fare per Delgado

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NANGA PARBAT, Pakistan — Il corpo senza vita di José Antonio Delgado è stato trovato ieri sul Nanga Parbat a quota 7.100 metri. Il suo corpo era a soli 400 metri dalla tenda che gli ha fatto da rifugio nelle sue ultime ore di vita. Il ritrovamento, ad opera della squadra di soccorso pakistana, è avvenuto sabato 22 luglio.

Secondo le testimonianze riportate da Explorersweb, la morte dell’alpinista venezuelano risale molto probabilmente a cinque giorni prima, tra il 17 e il 18 luglio. Stremato dal freddo, dalla sete e dallo sfinimento, Delgado è spirato mentre cercava disperatamente di scendere da solo verso valle.
 
Né la spedizione giapponese al campo base né il compagno di cordata di Delgado, Edgar Guariguata, sonos stati in condizioni di organizzare una tempestiva azione di soccorso. L’elicottero della Pakistan Air Force ha potuto decollare solo il 20 luglio, a causa del maltempo persistente. Ma ormai era troppo tardi.
 
Sabato mattina, le speranze erano ancora vive. Il giorno precedente, l’elicottero aveva perlustrato la Kinshofer e ha avvistato la tenda di Delgado a circa 6.900, dove di solito le spedizioni mettono un campo intermedio con dei rifornimenti di viveri e materiali. E continui – anche se deboli – segnali radio continuavano ad essere rilevati al campo base.
 
L’ultimo contatto confermato con Delgado è stato però il 15 luglio, quando in una comunicazione radio con il campo base ha detto che avrebbe tentato di scendere a campo 3 da solo, ma che aveva bisogno urgente di soccorsi perché i piedi gli facevano male. Ma la situazione si presentava già disperata, tant’è che le sue ultime parole sono state di addio per la moglie e i figli.
 
Delgado era disperso sulla montagna da ormai 11 giorni. Aveva raggiunto la vetta (8.125 metri) salendo dalla via Kinshofer l’11 luglio. Ma durante la discesa è stato sorpreso dalla bufera e ha dovuto bivaccare all’aperto intorno agli 8.000 metri. Il giorno successivo è riuscito a raggiungere campo  4, a 7.500 metri.
 
Lì ha resistito, in balia della tempesta, per una settimana, con viveri sufficienti per appena tre giorni. La tenda è stata completamente sepolta dalla neve è si è spaccata quando Delgado ha tentato di uscire per proseguire, come poteva, la discesa, in attesa dei soccorsi.
 
Commovente il messaggio d’addio comparso sulla homepage della spedizione: "Il Nanga Parbat ha voluto tenere con sé questo formidabile alpinista. In cambio ci ha lasciato un bellissima eredità: la nobiltà di un uomo il cui spirito battagliero e la cui perseveranza rimarranno per sempre nei cuori dei venezuelani”.
 
La squadra di soccorso che ha trovato il corpo di Delgado era formata da Qurban Ali, Ghulam Rasool, Muhammad, Muhammad Ibrahim, Ghulam Muhammad, and Muhammad Ali.
 
Sara Sottocornola

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