Montagne

Pumori

Relativamente facile, anche se spesso soggetto a valanghe di grandi dimensioni, il Pumori spicca tra le montagne dell’area dell’Everest. Tocca i 7161 metri di altezza e dista solo 8 chilometri dalla più alta cima della Terra. Dalla sua vetta si gode di un panorama incredibile che dal confine nepalese si allunga fino a incontrare l’altopiano tibetano.

A dare il nome Pumori a questa bella e visibile montagna è stato George Mallory. Un nome che deriva dalle parole nepalesi “pumo” – giovane ragazza – e “ri” – montagna – e significherebbe “la figlia della montagna”. Non è raro che gli scalatori parlino del Pumori come “la figlia dell’Everest”, per la sua vicinanza. Sempre Mallory diede al monte il nome di Clare Peak, come omaggio a sua figlia.

Geografia

Localizzato al confine tra Nepal e Cina il Pumori si trova a circa 8 chilometri a ovest dall’Everest. Ai piedi della sua parete sud si trova la singolare prominenza di Kala Patthar (5675 m). Molti escursionisti raggiungono questo punto, principalmente per poter ammirare Everest e Lhotse, ma anche per godere del panorama sul verticale Pumori.

La prima salita

Il primo tentativo di salire il Pumori avvenne nel 1922. Successivamente la montagna vide altre cinque spedizioni avvicinarsi ai suoi fianchi, ma i risultati furono sempre molto deludenti. Nel dicembre del 1961 ci provò lo svizzero Werner Stäuble con lo sherpa Lobsang, fu un tentati tragico che vide i due precipitare e perdere la vita. Pochi mesi dopo si affacciò alla montagna una nuova spedizione, composta dagli alpinisti tedeschi Gerhard Lenser e Hans Rützel e dagli svizzeri Ernst Forrer e Ueli Hürlimann. Dopo essere atterrati in Nepal i quattro impiegarono 21 giorni per raggiungere le pendici della montagna, dove finalmente piazzarono il campo base il 4 aprile. Quindici giorni dopo furono a 5400 metri e si trovarono davanti a una parete rocciosa di circa 700 metri. Un muro verticale su cui spesero una settimana, prima di sbucare sulla cresta nord-est dove fissarono campo 3 a 6200 metri. Qui un periodo di maltempo li ricacciò verso valle e poterono riprendere i lavori solo il 13 maggio. In breve Lenser, Forrer e Hürlimann tornarono al terzo campo, quindi attaccarono la vetta il 15 maggio. In un giorno riuscirono a compiere metà della lunga cresta e bivaccarono a 6400 metri, fissando una piccola tendina su quella che il giorno dopo avrebbero scoperto essere una cornice di neve. Proseguirono oltre, impiegando un secondo giorno per concludere la cresta. Ora, davanti a loro, rimaneva solo più una rampa di neve e ghiaccio che li avrebbe condotti al punto più alto, regolarmente raggiunto il 17 maggio 1962.

Vie alpinistiche

La via più facile e più battuta per la vetta non segue quella dei primi salitori, ma percorre la cresta sud-est.

Nel corso degli anni sono state aperte altre vie alpinistiche:

  • 1974 – I giapponesi Minoru Takagi e Nobuyaki Kaneko aprono una nuova via sulla parete ovest.
  • 1982 – Jim Bridwell, Jan Reynolds e Ned Gillette aprono “Saphire Bullets of Pure Love”. Salita effettuata in condizioni invernali.
  • 1986 – I giapponesi Hiroshi Aota e Yoshiki Sasahara aprono in tre giorni una nuova via sulla pareste est.
  • 1986 – Todd Bibler, in solitaria, apre la Via Catalana sulla parete est.

Altre salite degne di nota

  • 2002 – Leila Bahrami, Mitra Nazari e Farhondeh, parte di una spedizione iraniana, sono le prime donne in vetta.

Guida al Pumori

Il Pumori, per quanto facile, rappresenta comunque una montagna di settemila metri e richiede ottime competenze su ghiaccio e misto. Si consiglia quindi la salita solo ad alpinisti con esperienza e adeguata preparazione.

Il Pumori si trova nella valle del Khumbu, a poca distanza dall’Everest, con cui condivide buona parte del percorso di avvicinamento. Per raggiungerlo la prima cosa da fare è volare su Kathmandu, la capitale nepalese, da cui prendere un volo interno per Lukla. Sono operative diverse compagnie e il volo dura appena 25 minuti ma, per alcuni potrebbe essere l’esperienza più adrenalinica di tutto il viaggio. In alternativa è possibile volare su Phaplu, tre giorni di cammino a sud di Lukla, o a Jiri, a sette giorni da Lukla. In caso di maltempo i voli potrebbero subire ritardi o slittamenti.

A Lukla inizia il trekking verso campo base, che dura circa 10 giorni. Il primo giorno di solito si raggiunge il villaggio di Monju, porta del Parco nazionale di Sagarmatha, dove è necessario esibire il passaporto e pagare una tassa di 3000 Rupie Nepalesi. Da qui il cammino prosegue verso Namche Bazar (3440 m), dove solitamente ci si ferma per un giorno o due in modo da adattare il corpo alla quota. Quindi si arriva a Tengboche (3870 m) e poi al villaggio di Pangboche (3860m). Il giorno successivo si supera quota 4000 raggiugendo Pheriche (4240 m), quindi ancora Lobuche (4930m) e Gorak Shep, che sarà il punto di partenza per il campo base del Pumori.

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