Gente di montagna

Fosco Maraini

“I viaggi li vedrei di due tipi fondamentali. Uno, quelli all’esterno dei grandi muri d’idee. Due, quelli con perforazione o salto dei muri d’idee. I viaggi del secondo tipo portano sempre a esperienze mentali e spirituali stimolanti, piene di suggestione.”

Fosco Maraini

Alpinista, orientalista, etnologo, scrittore, poeta, fotografo, viaggiatore. Fosco Maraini è figura poliedrica nel panorama culturale italiano. La  sua vita è un romanzo che l’ha portato dalla Sicilia al Giappone. Bilingue, con doppia cittadinanza italiana e inglese, cresce con un forte senso di curiosità e con un grande desiderio di scoperta, soprattutto verso l’Oriente. È questa passione per l’est che lo spinge a imbarcarsi sulla nave scuola Amerigo Vespucci come insegnante di inglese. Uomo di forti ideali non ha vita facile durante gli anni della guerra, quando vive la dura esperienza del campo di concentramento per aver scelto di non aderire alla Repubblica di Salò.

Antagonista degli stereotipi Maraini ci ha lasciato un’eredità enorme, la testimonianza di un uomo tutto d’un pezzo, studioso appassionato. Non ha mai smesso di dedicarsi alla ricerca, anche nell’età più matura quando, colpito dagli accadimenti dell’11 settembre 2001, si è dedicato ad approfondite ricerche sui rapporti tra Islam e Occidente.

La vita

Fosco Maraini nasce a Firenze il 15 novembre 1912 da Antonio Maraini, scultore e critico d’arte, e da Cornelia Edith Crosse, scrittrice e modella inglese. Cornelia posa come modella per Antonio e da qui nasce la passione. Dalla loro unione, oltre a Fosco nasce anche Grato, ma Maraini ha anche due fratellastri: Wilma Susan Morwen Buckley e Gabriel James Ifor Buckley.

La vita di Fosco è fin da subito movimentata, frenetica e ricca di spunti culturali. Vive appieno, fin dall’infanzia l’ambiente intellettuale della Firenze degli anni Venti. Fin dall’adolescenza compie, insieme ai genitori, viaggi in Italia, in Regno Unito, Francia, Germania e Svizzera. Si reca in Sud Africa e in India, iniziando a maturare un notevole interesse per il mondo e la cultura orientali.

Cresciuto fin dalla nascita ascoltando e parlando due lingue nel 1934, a 22 anni, si imbarca sulla nave scuola Amerigo Vespucci come insegnante di inglese per i cadetti dell’Accademia Navale di Livorno. Durante questo periodo naviga nelle acque del mediterraneo avendo occasione di visitare e scoprire l’Egitto, il Libano, la Siria e la Turchia. Paesi questi che nel corso degli anni recenti hanno vissuto cambiamenti sociologici e politici importanti, alcuni come la Siria sono stati rasi al suolo, altri vivono in uno stato di perenne tensione. La testimonianza di Maraini da quei luoghi è un’eredità importante oggi e per il futuro.

Nel 1935 si sposa con Topazia Alliata, nobile siciliana da cui negli anni ha tre figlie: Dacia, destinata a diventare una famosa scrittrice; Luisa, musicista, cantante e compositrice; e Antonella, storica dell’arte ed etnologa.

Ancora studente di Scienze Naturali a Firenze, ma spinto dalla sua passione per l’Oriente, nel 1937 Maraini prende parte a una spedizione dell’orientalista Giuseppe Tucci in Tibet. Al rientro dalla spedizione prende coscienza di quella che vuole essere la sua strada, e una volta laureatosi si dedica alla ricerca etnologica, grazie soprattutto a una borsa di studio per ricercatori stranieri messa a disposizione della Kokusai Gakuyu Kai, agenzia del Governo giapponese. Nel 1939, a 27 anni, si trasferisce con la famiglia sull’isola di Hokkaido dove si dedica a ricerche e studi sul popolo degli Ainu.

Negli primi anni della seconda guerra mondiale lavora a Kyoto come professore universitario, nel dettaglio ha incarico di “lettore di lingua italiana”. La sua vita subisce un duro colpo dopo l’armistizio dell’8 settembre 1943. A lui, alla sua famiglia e a un’altra trentina di italiani residenti in Giappone viene chiesto di aderire alla Repubblica di Salò, in seguito al rifiuto viene internato in un campo di concentramento dove rimarrà fino al termine del conflitto.

Un anno dopo il termine del conflitto Maraini fa ritorno in Italia, riprendendo le sue attività di ricerca dirette verso l’Oriente. Nel 1948 effettua il suo secondo viaggio in Tibet, sempre in insieme a Giuseppe Tucci. Un’esperienza fondamentale per la crescita professionale di Maraini. Da qui nasce infatti il volume “Segreto Tibet” dedicato agli studi etnologici condotti. Il testo sarà tradotto in 12 lingue portando le ricerche del toscano su un piano internazionale.

Molte delle sue opere successive sono state dedicate al Giappone, terra in cui Maraini sarebbe tornato altre volte sia per la realizzazione di documentari video che per la stesura di volumi e monografie illustrate.

Tra il 1959 e il 1964 lavora come ricercatore associato presso il Dipartimento di Civiltà dell’Estremo Oriente del St. Antony’s College di Oxford. Negli stessi anni lo vediamo impegnato in numerosi viaggi tra Asia e sud-est asiatico. Torna anche in Giappone mentre, verso la fine degli anni Sessanta, trascorre molto tempo a Gerusalemme per un lavoro editoriale insieme a una casa editrice newyorchese.

L’inizio degli anni Settanta vede Fosco Maraini sposarsi con la sua seconda moglie Mieko Namiki e ricevere l’incarico di direttore delle pubbliche relazioni al Padiglione Italia dell’Esposizione Universale di Osaka dal Ministero degli Affari Esteri come direttore delle pubbliche relazioni al Padiglione Italia dell’Esposizione Universale di Osaka.

Nel 1972 ritorna poi a Firenze dove insegna Lingua e Letteratura Giapponese all’università. Incarico che mantiene fino al 1983, all’età di 71 anni. In questo stesso periodo fonda l’Associazione italiana per gli Studi Giapponesi (AISTUGIA) che presiede fino alla morte, a 92 anni.

La vita di Fosco Maraini è stata una continua ricerca, una continua curiosità per il mondo e per gli studi di carattere etnologico. Nel corso della sua esistenza ha  raccolto una biblioteca composta da oltre 9000 tra volumi e periodici, a cui si aggiungono 42mila fotografie. Un archivio enorme oggi custodito a Firenze presso il Gabinetto scientifico-letterario G. P. Vieusseux.

Muore l’8 giugno del 2004, un martedì. Viene seppellito, su sua espressa volontà, in un piccolo cimitero della Garfagnana, tra le montagne toscane.

La montagna

La montagna, l’alpinismo in particolare, è una passione che accompagna Fosco Maraini durante tutta la sua vita. La sua attività si concentra in due territori, quello apuano e quello dolomitico. Il primo è quello che lo vede fare le prime sperimentazioni nel corso degli anni Trenta del Novecento. Sulle Alpi Apuane Maraini apre vie e sale picchi inviolati. Una tra le sue prime ascensioni degne di nota è quella alla Torre Tita, cima inviolata nei pressi di Foce di Giovo. Poi Guglia nord e Guglia Sud di Vinca.

In realtà Maraini mostra ottime doti alpinistiche già durante l’adolescenza, a 16 anni è nel gruppo delle Panie dove sale la cresta nord del Pizzo delle Saette. Una prestazione notevole contando che la sua salita arriva solo tre anni dopo l’apertura del tracciato. A 25 anni affronta invece la  via dei Genovesi sulla parete nord del Pizzo d’Uccello. Itinerario che al tempo rappresentava la massima difficoltà conosciuta.

In Dolomiti si lega spesso a personaggi del calibro di Emilio Comici, Tita Piaz e Sandro Del Torso. Insieme a questi ultimi due mette a segno la prima salita della parete nord-est della Torre Winkler.

Autore di guide allo scialpinismo, sia in Appennino che in Giappone, praticante appassionato si spinge con le pelli fin sugli altopiani himalayani.

Nel 1958 viene invitato dal Club Alpino Italiano alla spedizione diretta all’inviolato Gasherbrum IV, quasi Ottomila del Karakorum, in Pakistan. Il volume “Gasherbrum 4” nato da questa esperienza fa parte delle librerie di molti appassionati, rappresenta una pietra miliare della letteratura di montagna dove, al fianco delle prodezze alpinistiche, si da spazio agli aspetti umani e alle vicissitudini dei protagonisti.

Nel 1959 è nuovamente in spedizione, questa volta con il CAI Roma. L’obiettivo è il Saraghrar Peak, Settemila pakistano inviolato fino a quel momento. Anche di questa esperienza ci consegna un racconto delicato e avvincente attraverso le pagine di “Paropamiso”.

Nel 1952 Maraini viene ammesso al Club Alpino Accademico Italiano mentre dal 2001 è socio onorario del Club Alpino Italiano oltre a essere socio dell’Alpine Club e del Club Alpino Giapponese. Nel 2002 è stato uno dei tre ambasciatori dell’anno internazionale della montagna.

Onorificenze

  • 1982 – Ordine del Sol Levante
  • 1998 – Premio Nonino

Libri

  • Guida dell’Abetone per lo sciatore, Sezione fiorentina del CAI, 1934
  • Dren-Giong. Appunti di un viaggio nell’Imàlaia, Vallecchi, 1939
  • Lontano Tibet, Chibetto, 1942 (Tokyo)
  • Gli Iku-bashui degli Ainu, 1942
  • Segreto Tibet, Edizioni Leonardo da Vinci, 1951
  • Ore giapponesi, Corbaccio, 2000
  • L’isola delle pescatrici, Leonardo da Vinci editrice, 1960
  • Karakorum, Gasherbrum 4, Baltoro, 1961
  • Paropàmiso. Nella terra dei Kafiri, dove quattro mondi si incontrano, CDA & VIVALDA, 1997
  • Le Fànfole, De Donato, 1966
  • Jerusalem, Rock of Ages, 1969
  • Esotico inverso, 1970
  • Giappone Mandala, Electa, 2006
  • Incontro con l’Asia, a cura di Franco Marenco, De Donato, 1973
  • Fosco Maraini, Gnòsi delle Fànfole, a cura di Maro Marcellini, Baldini Castoldi Dalai, 1994
  • Giappone e Corea, popoli nel mondo, De Agostini, 1978
  • Prima della tempesta. Tibet 1937 e 1948, Shang Shung edizioni, 1990
  • L’Agape celeste. I riti di consacrazione del sovrano giapponese, Scheiwiller, 1995
  • Il Nuvolario. Principii di Nubignosia, SEMAR, 1995
  • Gli ultimi pagani. Appunti di viaggio di un etnologo poeta, Red Edizioni, 1997
  • Case, amori, universi, Mondadori, 1999
  • Viaggiator curioso. Conversazione con Maria Pia Simonetti, Passigli, 2001
  • Il gioco dell’universo: dialoghi immaginari tra un padre e una figlia, con Dacia Maraini, Mondadori, 2007
  • Isola anime, Polistampa, 2007
  • Pellegrino in Asia. Opere scelte, a cura di Franco Marcoaldi, Mondadori, 2007
  • L’incanto delle Donne del Mare. Giappone 1954, Giunti, 2012
  • Fosco Maraini e Topazia Alliata, Love Holidays. Quaderni d’amore e di viaggi, Rizzoli, 2014
  • Farfalle e ghiacciai. La mia vita tra le montagne, a cura di Marco Albino Ferrari, Hoepli, 2019

“Il cielo era ancora coperto da un soffitto compatto di nubi viola, ma verso ponente si apriva una lunga finestra orizzontale di splendore rosso. E contro quello spacco di mondo si profilavano dei monti aguzzi, impertinenti, assolutamente straordinari, d’un colore paonazzo che faceva impressione. “Che sono quelle strane montagne?” chiesi. E qualcuno mi rispose: “Sono le Alpi Apuane…È da lì che viene il marmo…”. Quale impressione quello spettacolo! Più di settant’anni dopo ce l’ho ancora vivissimo negli occhi.”

Fosco Maraini dall’introduzione al libro “Le Alpi Apuane”.

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2 Commenti

  1. Un grandissimo e misconosciuto italiano, con enorme conoscenza ed esperienza di vita non valorizzata da noi posteri.
    Grazie anche per il video molto interessante.

  2. Un alpinista ed un intellettuale con uno spirito fortissimo e indomabile: i giapponesi lo offesero e lui si tagliò una falange, divenne un mito per loro.
    Una volta gli chiesi, lui che conosceva bene l’oriente, quale religione preferisse.
    Mi rispose che lui non credeva in Dio o Dei e poi mi disse più o meno così e forse l’ho riletto in Paropamiso:
    Siamo una goccia che viene colpita da un raggio di sole mentre cade e si rombe in mille pezzi che brillano di infiniti colori.
    Credo che preferisse definirsi shintoista.

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