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Pieve di Cadore. Escursionista scivola e precipita per 200 metri

CNSAS Veneto: "Attenti al ghiaccio"

Un escursionista di Calalzo di Cadore (BL) ha perso la vita nella giornata di domenica 29 novembre mentre era in discesa da Forcella Antracisa, nel territorio di Pieve di Cadore (BL). Giuseppe De Nardi, 55 anni, ha perso l’equilibrio, scivolando sul ripido versante erboso reso duro dal freddo. L’amico, che lo precedeva, lo ha visto sparire in basso e, continuando a chiamarlo invano, è sceso di qualche metro, fermandosi a ridosso di un albero per lanciare l’allarme verso le 15.40.

Sul posto è stato prontamente inviato l’elicottero del Suem di Pieve di Cadore. Durante l’avvicinamento, all’equipaggio si è aggiunto un soccorritore di Pieve di Cadore, che stava risalendo in fuoristrada con una squadra. Una volta imbarcato a bordo, si è proceduto al sorvolo del pendio, fino all’avvistamento del corpo dell’escursionista, circa 200 metri al di sotto del sentiero.

Una volta giunti sul posto, gli operatori non hanno potuto far altro che constatare il decesso. La salma è stata quindi recuperata e trasportata a Nebbiù, mentre l’amico è stato riaccompagnato a valle dalla squadra di soccorso.

L’appello del CNSAS Veneto: “Attenti al ghiaccio”

Le temperature iniziano a scendere su Alpi e Appennini, portando i pendii ad assumere toni invernali. Il pericolo maggiore cui prestare attenzione, come evidenziato dal CNSAS Veneto, è il ghiaccio.

Attenzione alle scivolate sul ghiaccio a qualsiasi altitudine – scrive il CNSAS sui social – e dotatevi sempre dell’opportuna attrezzatura. A fine autunno si iniziano a registrare temperature basse costanti, il terreno si congela facilmente e un sottile strato di brina è sufficiente a rendere insidiosi sassi e radici. Dove la neve non è ancora arrivata, specie nelle esposizioni a nord, gli affioramenti d’acqua si trasformano in scivoli pericolosi. Siate prudenti lungo ogni itinerario, anche quelli più familiari, e fermatevi prima di mettervi in situazioni di rischio”.

“Ricordate che ramponcini, catenelle e similari, sono adatti solo alle strade pianeggianti – aggiungono i tecnici – o in terreni con lieve pendenza. In tutti gli altri casi indossate sempre i ramponi, bloccandoli come specificato agli opportuni scaponi. A quote elevate su percorsi impegnativi, ai ramponi unite la piccozza e avventuratevi solo se conoscete le tecniche alpinistiche e la movimentazione in ambiente invernale. Non dimenticate che in questi mesi le ore di luce sono poche, rientrate presto o portate con voi pile e frontali. Indossate abbigliamento termico a strati e portate con voi un cambio. Evitate di muovervi da soli, avvertite della vostra meta, dell’orario di rientro e se siete in ritardo. In caso di necessità contattate il 118″.

Osservate le disposizioni anti-Covid previste a livello nazionale e regionale – conclude l’appello – , ricordando che in questo momento il comparto sanitario è già impegnato a fronteggiare l’emergenza in corso. Condividete con noi la cultura della prevenzione“.

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