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Covid: “Aiutiamo i popoli del Karakorum ridotti alla fame”, partita la spedizione di Michele Cucchi

Sono partiti sul finire di ottobre, non con poche difficoltà logistiche, i ragazzi dell’associazione Cuore Attivo Monterosa. Obiettivo portare aiuto e soccorso alle genti di montagna ridotte alla fame dalla pandemia di Coronavirus. Capitanati dalla guida di Alagna Valsesia Michele Cucchi, e con il contributo fondamentale dell’associazione EvK2CNR, i ragazzi sono prima atterrati a Islamabad dove hanno incontrato il nuovo ambasciatore italiano Andreas Ferrarese e poi  acquistato grandi quantità di generi alimentari (anche comprare sul posto anziché portare dall’Italia è un modo per aiutare l’economia locale), quindi hanno preso la strada del Karakorum. Il loro campo base è Skardu, da qui si muovono verso i villaggi di montagna portando con sé cibo e medicine.

“Anche qui alla fine è arrivato il Coronavirus”, racconta Michele. Ci sono stati contagi e paura. Il vero dramma è però legato alla perdita di turisti. Negli ultimi anni il nord del Pakistan ha visto crescere il numero di frequentatori “in meno di dieci anni si è passati da 35 mila presenza annue a due milioni”. Quest’anno il numero si avvicina allo zero, con gravi conseguenze per la sopravvivenza delle famiglie di guide, cuochi e portatori. Un dramma che ad oggi non sembra avere soluzione a breve termine, anche se qualche opportunità esiste. “Da due anni siamo in attesa di avviare alcuni progetti di cooperazione, i cui fondi erano già da tempo allocati” ci spiega Agostino Da Polenza, presidente di EvK2CNR. “Se approvati potrebbero offrire lavoro sia a italiani che a pakistani”. In particolare Da Polenza si riferisce all’inventario dei ghiacciai del Karakorum, sono più di 5000, da loro dipende la disponibilità d’acqua dell’Asia e già 530 sono stati  catalogati,  che offrirebbe impiego sia ai nostri studiosi che a portatori, cuochi e guide del territorio. Ma non solo. In ballo c’è la realizzazione di diversi progetti per sviluppare l’eco-turismo nella regione del Gilgit Baltistan e poi “One Health”, un sistema di laboratori dislocati nella regione dedicati alla  salute della natura sia essa vegetale , animale o umana.

Nel frattempo, in questi giorni Michele e i suoi hanno iniziato il lavoro di distribuzione nei villaggi della valle del Braldo. Con loro anche un medico che sta offrendo la sua professionalità a bambini e adulti bisognosi.

Nei prossimi giorni rientreranno a Skardu per poi riprendere la strada di monte verso altri centri.

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2 Commenti

    1. Buonasera,
      è possibile fare una donazione all’associazione Cuore Attivo Monterosa, basta andare sul loro sito (www.cuoreattivomonterosa.com) e ci sono tutti i riferimenti e le modalità per aiutare 🙂

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