Pareti

Le 5 montagne più difficili al mondo

Qual è la montagna più difficile da scalare in Italia? Una buona percentuale risponderebbe con sicurezza il Cervino. Se però vi chiedessimo di identificare la più difficile cima europea già avreste difficoltà a trovare una risposta. A livello mondiale sarebbe ancora più difficile.

Forse è impossibile identificare la montagna oggettivamente più difficile in senso assoluto. Nella valutazione bisogna tener conto di decine di fattori diversi, a partire da esposizione, caratteristiche della roccia, meteo. Senza contare che di anno in anno, ma anche di mese in mese, le condizioni possono variare rendendo una salita più facile o difficile. In base all’esperienza vissuta una montagna temibile può sembrare  un gioco da ragazzi mentre quella che per molti è una salita banale può trasformarsi in un’esperienza estrema. Abbiamo cercato di mettere insieme i fattori oggettivi per identificare quelle che potrebbero essere le 5 montagne più difficili al mondo.

K2

Può sembrare banale come scelta, ma il K2 ha in se tutte le caratteristiche per essere considerata la montagna più difficile al mondo. Una forma imponente e una storia dal sapore epico. Le statistiche ci dicono non essere la più mortale, quel primato spetta all’Annapurna. Il livello tecnico richiesto dalla salita è altissimo, soprattutto se si pensa di affrontarla senza ossigeno. La via normale dal versante pakistano, la più battuta, attraversa diversi passaggi critici tra cui il temuto Collo di Bottiglia, dove il seracco è sempre in agguato.

Non è un caso che sia l’ultimo Ottomila ancora da scalare in inverno.

Nanga Parbat

La nona montagna della Terra, seconda tra le montagne più difficili al mondo. Potrebbe essere altrimenti? Il solo nome di questa montagna fa rabbrividire la maggior parte degli appassionati. La sua storia è fatta di tragedie ed epici confronti con gli elementi. Non c’è una via facile, la più battuta corre sulla parete Diamir (via Kinshofer) e prevede la salita di un verticale e lungo muro ghiacciato. Una montagna da record il Nanga Parbat: primo tra gli Ottomila tentati dall’uomo, 30 anni prima del tempo; la sua parete Rupal, con oltre 4mila metri di altezza, è la più alta al mondo; la cresta Mazeno, lunga circa 13 chilometri, è invece la cresta più lunga al mondo.

Eiger

Arriviamo finalmente sulle Alpi con un quasi Quattromila che appartiene alla storia dell’alpinismo, insieme agli scalatori che sulle sue pareti hanno scritto pagine memorabili di storia alpinistica. Su una parete, la nord. Qui l’epopea della tragedia umana e del sacrificio si è trasformata in mezzo di propaganda, è divenuta mezzo per diffondere un’ideologia fatta di montagna e sacrificio in linea con l’alpinismo eroico del periodo. La “nordwand”, com’è stata anche chiamata la parete, è una bastionata rocciosa sempre in ombra, ghiacciata, su cui corrono una manciata di vie dai gradi estremi. Anche se oggi i migliori scalatori sono capaci di salirla in giornata, se non nell’arco di una manciata di ore, rimane una delle salite più difficili e tecniche al mondo. Una sfida per alpinisti preparati e con un corposo curriculum. Un tempo era una di quelle salite da avere nello zaino per poter ambire a qualcosa di più.

Fitz Roy

Non sempre le dimensioni contano, lo dimostrano i 3405 metri del Fitz Roy. Le sue pareti lisce e verticali sono avare di appigli, terreno per gli scalatori più tecnici e raffinati. Non quelli da piccozza e ramponi, quanto quelli dalle mani sensibili alle prese più minute e agli appigli più delicati.

Scalare il Fitz Roy non vuol però solo dire affrontare un terreno tecnico e difficile. Significa avere a che fare con il clima della Patagonia. Venti forti e meteo mutevole rendono ancora più entusiasmante ed estremo il Fitz Roy.

Cervino

L’abbiamo già citata come più difficile delle Alpi, anche se a vedere le ultime vie nate lungo la catena non si direbbe. Oggi viene salita da centinaia di persone a ogni stagione e rimane, nell’immaginario collettivo, una delle più difficili salite delle Alpi. Merito delle epiche vicende che si sono svolte attorno alle sue pareti e creste ancor prima che qualcuno riuscisse a violarne la cima. La salita più difficile rimane quella lungo la parete nord, vero terreno d’avventura per i migliori scalatori dl mondo. Un versante reso ancor più epico dalla storia dalla realizzazione solitaria di Walter Bonatti nell’inverno del 1965, con cui ha detto addio all’alpinismo estremo

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4 Commenti

  1. Buon giorno,mi sarei aspettato il Gasherbrum IV (le pochissime salite sono indicative) nelle 5 più difficili montagne.
    Cordiali saluti.

  2. Ogni opinione e’ rispettabile,ma Cervino,Fitzroy ed Eiger sono una passeggiata di salute rispetto alla Sud del Lhotse od all Annapurna,la montagna piu letale al mondo,da qualunque versante..

  3. Il Gasherbrum IV, salito per la prima volta nel ’58 da Bonatti e Mauri e scalata solo altre 3 volte, a detta di Messner sarebbe più difficile del K2

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