Alexander Huber sulla Gösslerwand dopo 20 anni: nasce “Feuersalamander”, nuova via fino all’8b
Sulla severa parete calcarea della Stiria, Alexander Huber ha completato la libera di “Feuersalamander”, una nuova via di dieci tiri fino all’8b. Un progetto lasciato aperto per oltre vent’anni.
A oltre vent’anni dalla prima esplorazione della Gösslerwand, in Austria, Alexander Huber è tornato su quella parete liscia e compatta che allora sembrava troppo difficile da salire in libera. Questa volta però il progetto è andato a buon fine: il climber tedesco ha completato la prima libera di “Feuersalamander”, una nuova via di dieci tiri con difficoltà fino all’8b.
La linea si sviluppa su questa grande parete calcarea nel massiccio del Totes Gebirge, nella regione della Stiria. Nonostante sia calcare Huber descrive la roccia della parete come sorprendentemente simile al granito di Yosemite per compattezza e continuità della roccia. Proprio queste caratteristiche avevano reso il progetto quasi proibitivo già nei primi anni Duemila, quando Alex e il fratello Thomas Huber avevano iniziato a esplorare il settore.
All’epoca i due fratelli avevano rinunciato alla linea diretta immaginata inizialmente, giudicandola troppo complessa per una salita libera. Da quella spedizione nacque però la storica “Via Gabrielli”, aperta nel 2005 e dedicata a Manfred Gabrielli, giornalista e autore televisivo austriaco scomparso proprio in quell’anno.
Il ritorno
Vent’anni dopo, Huber ha deciso di tornare su quell’idea incompiuta. Il risultato è “Feuersalamander”, una via estremamente tecnica e sostenuta: dieci lunghezze totali, cinque tiri di grado 8a o superiore e un passaggio chiave valutato 8b. La salita si muove tra placche lisce, piccole reglette, fessure discontinue e movimenti molto delicati, dove equilibrio e precisione contano quanto la forza.
Parlando della nuova via, Huber ha spiegato come il terzo tiro rappresenti bene il carattere dell’intera salita: “O hai una buona presa per le mani oppure un buon appoggio per i piedi, ma mai entrambe le cose contemporaneamente”. Un’arrampicata quindi molto tecnica, continuamente in bilico tra controllo e rischio.
Tutto l’itinerario in sé mantiene un forte carattere alpinistico. Secondo quanto riportato, lungo tutta la via sono stati utilizzati soltanto 15 spit, integrati da dadi e friend, con lunghi tratti esposti. Una scelta coerente con lo stile di Huber, che continua a privilegiare itinerari di grande ingaggio anche nelle sue realizzazioni più moderne.
Parliamo di una salita in libera che conferma ancora una volta la longevità sportiva di Alex Huber, oggi 56 anni, capace di chiudere un progetto lasciato aperto per due decenni su una delle pareti più particolari delle Alpi Orientali. Per lo stesso Huber, la Gösslerwand resta un luogo quasi unico: una grande fascia di calcare liscio dove, ancora oggi, esistono soltanto due vie.







