Alpinismo

Piramide Carstensz

Brulla e rocciosa la sua vista non desta particolare stupore, eppure con i suoi 4884 metri il Puncak Jaya è la montagna più alta dell’Oceania e anche la cima più elevata che si innalza su un’isola. Chiamata anche Monte Carstensz e Piramide Carstensz si trova in Indonesia, nel cuore della catena montuosa Sudirman una zona molto calda sia dal punto di vista sismico che politico. Nella zona sono infatti frequenti scontri tra bande armate ed esercito regolare indonesiano.

Geografia

La cima appare libera dai ghiacci perenni mentre sui suoi versanti si estendono due ghiacciai: il ghiacciaio Carstensz e il ghiacciaio Northwall. Un terzo ghiacciaio, quello Merem è definitivamente scomparso nel 2000.

Trovandosi nella fascia equatoriale le condizioni della montagna sono costanti durante tutto l’anno, con minime variazioni ambientali. I veri problemi della Piramide Carstensz sono legati ai cambiamenti climatici globali che hanno portato a un generale aumento della temperatura media terrestre. Questo fenomeno dagli anni Settanta ha profondamento inciso sul volume della massa glaciale presente sulla Piramide. Nel 2010 una spedizione condotta dal paleoclimatologo Lonnie Thompson ha scoperto che i ghiacciai sulla montagna si stanno ritirando al ritmo di sette metri di spessore l’anno.

Storia

Il nome Piramide Carstensz, spesso utilizzato dagli alpinisti, trae origine da quello dell’esploratore olandese Jan Carstenszoon che per primo visitò questi territori avvistando la montagna in una tersa giornata del 1623. La osservò da lontano, notando tra l’altro la presenza di ghiaccio sulla sua sommità.

Quando, rientrato in patria, Carstenszoon raccontò la sua scoperta non venne creduto. Impossibile che ci fossero nevi perenni su un’isola all’altezza dell’equatore. Solo nel 1909 un altro olandese, Hendrik Albert Lorentz, riuscì a raggiungere il ghiacciaio provandone l’esistenza. Il report di questa spedizione portò poi alla nascita dell’attuale Parco Nazionale di Lorentz che con i suoi oltre 25mila chilometri quadrati di superficie rappresenta il più grande parco nazionale del sud-est asiatico. Nel 1999 il parco è entrato a far parte dei patrimoni dell’umanità UNESCO grazie alla sua biodiversità unica.

Nel 1963, quando l’Indonesia prese il controllo della provincia, la montagna venne rinominata Puncak Jaya “picco della vittoria”, ma non solo. In alcuni casi fu chiamata Picco Sukarno, in onore del primo presidente e dittatore dell’Indonesia indipendente.

La prima salita

Nel 1936 Anton Colijn, Jean Jacques Dozy e Frits Wissel si avvicinarono alla Piramide Carstensz con l’obiettivo di salirla. Partirono il 29 ottobre da Aika, un piccolo centro sulla costa meridionale della Nuova Guinea olandese, con l’obiettivo di scalare le tre cime della montagna in modo da poter stabilire una volta per tutte quale di quelle fosse la più alta. In questa occasione raggiunsero la cima Ngga Pulu, al tempo alta circa 4900 metri. Non riuscirono, per colpa delle condizioni climatiche, a raggiungere una cima minore rocciosa alta 4862 metri.

Lo scioglimento dei ghiacci a cui la montagna è andata incontro negli anni successivi hanno trasferito il primato da Ngga Pulu alla minore guglia rocciosa rimasta inviolata.

Nel 1962 si avvicinò alla Piramide Carstensz l’austriaco Heinrich Harrer, primo salitore della nord dell’Eiger. Il suo obiettivo era quello di violare la nuova cima più alta della montagna. Con lui si trovavano l’alpinista neozelandese Philip Temple, lo scalatore australiano Russell Kippax e l’ufficiale di pattuglia olandese Albertus Huizenga. Il gruppo riuscì senza particolari problemi a raggiungere la cima, segnando così in modo definitivo la prima ascensione della montagna.

Vie di salita

Il percorso classico per la salita alla Piramide Carstensz passa per la parete nord e presenta difficoltà sostenute. Si sviluppa interamente su terreno roccioso.

Guida alla Piramide Carstensz

Pensare di scalare la Piramide Carstensz è tutt’altro che facile. La montagna è stata aperta agli alpinisti a partire dalla metà degli anni Novanta, dietro rilascio di un regolare permesso di scalata. Oggi sono necessari 7 permessi prima di poter sognare la vetta della Piramide. Questi devono essere emessi da istituti nazionali e provinciali, ottenerli tutti non è sempre scontato.

Per raggiungere la montagna è necessario volare sull’aeroporto di Timika, a circa 100 chilometri dalla destinazione. Da qui con un piccolo aereo locale si possono raggiungere i villaggi ai piedi della montagna, da cui inizia il trekking di avvicinamento. Un cammino di circa 5 giorni attraverso l’intricata e inospitale foresta pluviale.

Non si tratta di una cima molto frequentata, nonostante esistano numero compagnie di trekking internazionali che organizzano e propongono l’ascensione alla montagna. Il terreno in cui ci si muove è estremamente insidioso e in caso di incidente durante l’avvicinamento difficilmente si potrà essere evacuati in elicottero. Inoltre la montagna si trova un territorio caldo, politicamente parlando, dove il rischio di scontri armati e rivolte contro il governo centrale non è da sottovalutare. Per queste ragioni la Papua è un territorio al momento sconsigliato dal Ministero degli Affari Esteri (vedasi per esempio quanto accaduto alla spedizione di François Cazzanelli e Sergio Cirio)

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2 Commenti

  1. E’ alpinisticamente importante perché è una delle “Seven Summits”, cioè una delle cime più alte di ogni continente, e il loro raggiungimento è una meta molto ambita dai conquistatori di trofei. Non sempre comunque ad opera di alpinisti provetti, ma spesso sono turisti danarosi desiderosi di conquista e fama, come per la corsa all’Everest. Infatti molto spesso partecipano a entrambe le spedizioni commerciali, come raccontato in “Aria sottile” di Krakauer.

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