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Google. Intelligenza artificiale e fototrappole per salvaguardare la fauna selvatica

Google, in collaborazione con Conservation International, sta mettendo a punto un sistema di mappatura della fauna selvatica su scala globale, per contribuire alla salvaguardia delle specie a rischio di estinzione.

In particolare si fa riferimento alle popolazioni di vertebrati, che negli ultimi 50 anni si sono ridotte in media del 60%. Alla realizzazione del progetto hanno contribuito numerosi partner: Smithsonian’s National Zoo, Conservation Biology Institute, North Carolina Museum of Natural Sciences, Map of Life, World Wide Fund for Nature, Wildlife Conservation Society, Zoological Society of London, Google Earth Outreach, Vizzuality, Gordon and Betty Moore Foundation e Lyda Hill Philanthropies.

Fototrappole e intelligenza artificiale

La tecnologia si cui si basa il progetto è semplice. Si tratta di una rete di fototrappole distribuite in vari habitat del globo, innescate dal movimento di un animale. Le immagini ottenute vengono poi caricate su una piattaforma pubblica, la “Wildlife Insight”, basata su Google Cloud. Obiettivo è quello di realizzare un enorme database, in continuo aggiornamento, fruibile a livello planetario.

Andiamo a vedere più nel dettaglio come vengono analizzate e gestite queste innumerevoli immagini.

La piattaforma di “Wildlife Insights” si basa sull’intelligenza artificiale, mediante la quale le foto vengono analizzate e catalogate. Il dato più semplice da rilevare è quello di presenza/assenza di un animale nell’immagine. Obiettivo più importante è il poter riconoscere la singola specie.

In termini numerici, la piattaforma dovrebbe consentire di classificare le immagini ad una velocità 3.000 volte superiore a quella umana. Attualmente gli esperti riescono a catalogare tra le 300 e le 1000 immagini l’ora. Wildlife Insights si stima che possa arrivare a 3,6 milioni l’ora.

“Per renderlo possibile – spiega il team di Google -, abbiamo addestrato un modello AI per classificare automaticamente le specie in un’immagine usando il framework TensorFlow open source di Google“.

Al momento sono stati mappati oltre 4,5 milioni di esemplari allo stato brado a livello mondiale. Tutti i dati della piattaforma saranno a disposizione di ambientalisti e decision maker per supportarli nella definizione di strategie di salvaguardia delle specie a rischio. 

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