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Pareti

Roger Schaeli festeggia la cinquantesima salita dell’Eiger

Roger Schaeli concentrato lungo “La vida es silbar” – Photo courtesy of @Nicolas Hojac

L’Eiger non è mai abbastanza per Roger Schäli, che di recente ha realizzato la sua cinquantesima salita sulla vetta svizzera.

Tra l’alpinista svizzero e la vetta del cuore sussiste un rapporto affettivo così forte da essersi guadagnato il soprannome di “Mister Eiger”.

La salita numero 50, lungo la via Löcherspiel sulla parete Nord, giunge a un mese di distanza dalla prima salita libera in giornata della via “La vida es silbar, sempre sulla Nord, realizzata da Roger in compagnia del belga Sean Villanueva.

Stavolta, ad accompagnare Schaeli in questo importante anniversario, è stato l’amico Lucien Caviezel. Per concludere al meglio la cinquantesima salita, si è poi lanciato in discesa con il parapendio.

Un amore che dura da 23 anni

Sono trascorsi 23 anni dal battesimo in parete di Roger sull’Eiger. Aveva appena 18 anni e scelse la superclassica Mittellegigrat come prima via da sperimentare. L’anno successivo fu la volta della Lauper, sulla parete Nord,  insieme a Markus Iff.

In venti anni di amore si è guadagnato il merito di aver aperto nuove vieMagic Mushroom aperta nel 2007 insieme a Christoph Hainz, Odyssee con Robert Jasper e Simon Gietl nel 2015, Airplane Mode nel  2018) e aver effettuato diverse prime libere (Via dei giapponesi nel 2007, Japaner Direttissima nel 2009, Direttissima John Harlin nel 2010, Piola – Ghilini Direttissima nel 2013 e ad agosto la prima libera in giornata di La vida es silbar). Nel 2017 ha inoltre realizzato la prima ripetizione di Metanoia, la celebre via aperta da Jeff Lowe, in compagnia di Simon Gietl e Thomas Huber.

Oltre l’Eiger

La carriera di  Schaeli non si è però fermata all’Eiger, che continua e continuerà a rimanere il suo punto di riferimento, la sua montagna più amata. Nel 2002 è divenuto celebre  per la prima salita dell’Arwa Spire (6.193 m) nell’Himalaya indiano. Nello stesso anno è stato nominato per il Piolet d’Or. In Patagonia è riuscito nell’impresa di scalare la trilogia patagonica di Cerro Torre, Torre Egger e Cerro Standhardt. Nel 2008 ha inoltre portato a termine il concatenamento delle sei grandi pareti nord delle Alpi.

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