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Cronaca

L’Etna torna a dare spettacolo. Eruzione in corso sui due lati del Nuovo Cratere di Sud Est

L’Etna è tornato a dare spettacolo in questi ultimi giorni di maggio, con l’apertura di due fratture sub-terminali sui due lati del Nuovo Cratere di Sud Est.

La prima, comparsa verso le 3:20 della notte tra il 29 e il 30 maggio, localizzata in corrispondenza del fianco nord-orientale del Nuovo cratere, a una quota di circa 3.150 m e la seconda, rilevata dalle telecamere di sorveglianza a partire dalle 5:35, alla base Sud-Sud Est del medesimo cratere a circa 3.000 metri.

Stando alle dichiarazioni del direttore dell’Ingv di Catania, Eugenio Privitera, la scarsa alimentazione delle colate che stanno interessando la parete occidentale della Valle del Bove in direzione di Serra Giannicola Grande, sovrapponendosi in parte sulla colata lavica del 24-27 dicembre 2018, confina i fenomeni nella regione sommitale del vulcano, senza rappresentare un pericolo per i centri abitati limitrofi. Di certo, non potendo sapere a priori se l’attività eruttiva si arresterà o proseguirà nei prossimi mesi, si procederà al monitoraggio del flusso di turisti nella zona, per garantirne la sicurezza.

Come ben evidente nel video che vi mostriamo, girato da Local Team, il vulcano più attivo d’Europa è in queste ore interessato da una attività stromboliana in corrispondenza delle bocche eruttive, iniziata secondo i rilievi delle stazioni di monitoraggio dell’Osservatorio etneo dell’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia (Ingv-Oe), lo scorso mercoledì 29 maggio verso le ore 21.

Nella giornata di giovedì si è anche verificata l’emissione di una nube vulcanica dal Nuovo cratere Sud Est, con ricaduta delle ceneri sul versante Nord Est.

I tremori dei condotti magmatici interni, il cui valore massimo è stato registrato alle ore 3:50 del 30 maggio, risultano al momento in attenuazione.

La situazione è dunque sotto controllo, tanto che l’aeroporto Fontanarossa di Catania è pienamente operativo.

Come sottolinea Boris Behncke, vulcanologo dell’INGV Catania, “attenzione con le bufale, che ovviamente stanno nuovamente girando a go-go: il fatto che ora c’è questa nuova eruzione in corso non significa per niente che ora ci saranno di nuovo terremoti come a dicembre. Certo, siamo in una zona ad alto rischio sismico, ma questo è a prescindere dalle eruzioni dell’Etna. La maggior parte delle eruzioni sui fianchi dell’Etna sono precedute da modesta attività sismica, che però questa volta proprio non c’è stata. In alcuni casi continuano i terremoti anche dopo l’inizio dell’eruzione (come nel 2002 e a dicembre 2018). Questo ha a che fare con la dinamica dei fianchi dell’Etna, soprattutto quello orientale, che in alcuni casi riceve una forte spinta e si muove, facendo muovere anche le faglie che vi si trovano dentro. Al momento, non c’è alcun segno di un nuovo movimento di questo tipo”.

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