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“Salva le Orobie da Save the Mountains”. Una petizione contro l’iniziativa del CAI Bergamo

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L’iniziativa del CAI Bergamo “Save the Mountains” che il prossimo 7 luglio punta a portare 10mila escursionisti nei vari rifugi delle Orobie, di cui abbiamo avuto modo di parlare in dettaglio con il Presidente della sezione Paolo Valoti, ha suscitato il malcontento di diversi alpinisti della bergamasca e non solo che hanno deciso di avviare negli scorsi giorni una petizione su Charge.org nel tentativo di fermare il progetto. Tra i primi firmatari compaiono nomi noti quali Ivo Ferrari, Alessandro Gogna e Maurizio Agazzi.

Save the mountains – and their cultural heritageè stato scelto come titolo, secondo quanto spiegato da Valoti, per sottolineare come la finalità dell’iniziativa sia di educare gli escursionisti a vivere in maniera sostenibile la montagna, salvaguardando da un lato l’ambiente dall’altro le genti di montagna.

Visione diametralmente opposta a quella degli oltre 1.600 firmatari che hanno risposto all’invito del promotore Riccardo Paravisini: “Boicotta l’iniziativa “Save the mountains” (CAI Bergamo) e salva le Orobie dall’invasione”.

La maggiore preoccupazione di coloro che richiedono al CAI Bergamo di riflettere in maniera più accurata su un evento di simile portata risulta essere l’impatto ambientale. Secondo l’opinione del firmatari  l’iniziativa si inserisce “nel filone ormai dominante di portare il maggior numero di persone possibile in montagna, vista ormai unicamente come fonte di guadagno e nient’altro”.

Lo stesso motto “Save the mountains“, definito da Valoti un buon punto di partenza per capire i fondamenti del progetto, viene tacciato di ipocrisia, considerando che i promotori, ovvero CAI, Corpo Nazionale Soccorso Alpino, Associazione Nazionale Alpini, Osservatorio per le montagne bergamasche e Provincia di Bergamo, dovrebbero tutelare l’ambiente montano “almeno sulla carta”.

Non so quanto tempo il Presidente ritenga necessario per formare quelli che ha definito ambasciatori di sostenibilità ma se è solo per il 7 luglio rispondo che in un giorno non si forma nessuno!” – dichiara Agazzi in risposta alle precisazioni del Presidente Valoti – “L’amore e il rispetto della montagna si imparano poco alla volta senza bisogno di nessuna formazione. Con tanta dedizione e tanta passione. Principi che dovrebbero essere insegnati a scuola fin da piccolini. Allora si che la formazione avrebbe un senso! E una precisazione doverosa è che il concetto di “record da guinness dei primati” non sia certo stato introdotto dalla nostra petizione ma è un termine utilizzato in sede di presentazione del progetto. Ha poco senso affermare in un primo momento di voler portare sulle Orobie 10 mila persone per fare il record e poi dire che 10 mila in quella zona ci sono sempre e che nelle domeniche estive ce ne siano anche di più“.

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7 Comments

  1. Se certi gruppi montuosi hanno sopportato la Grande Guerra, con ancora evidenti cicatrici, che male puo’ fare una kermesse che dura poco?La vera formazione e’ lenta e dura nel tempo, ma ogni
    anno si tiene pure un esame di maturita’…rito collettivo di passaggio.
    Chi lo ritiene utile, chi lo giudica superfluo.

  2. Certo, perché secondo gli illuminati in tre giorni dalla comparsa dalla petizione il Cai ha reinventato un progetto così completo???
    E si che dovreste conoscerli bene…
    Ve l’hanno suggerito le Orobie anche questa???
    Ma fatemi il piacere….

  3. la passione la si puo instillare solo a piccole gocce, e se e tale, durera’
    tutta la vita . cosi e stato per la vecchia scuola del CAI. gite incontri, tempo speso , molto tempo, a insegnare a piccoli gruppi il piacere di andar per monti. Oggi i grandi eventi lasciano spazio poi al silenzio una volta finiti.
    La montagna , tanto affollata nei dì di festa, e un deserto durante il resto dell’ anno.
    Per riassumere in una frase…..
    Il Buisness giustifica i mezzi!

  4. Cosa vuole fare il CAI? Sostenere la tutela dell’ambiente e della fruizione responsabile della montagna (dalla promozione della borraccia all’opposizione a concerti pop in aree protette) o appoggiare gli enormi numeri e tacere sulle kermesse da luna park (raduni SUV in Dolomiti…)?

  5. E nel 2020 i sindaci delle valli bergamasche, per problemi di sicurezza e per evitare il sovraffollamento, proporranno ticket e prenotazione obbligatoria nei rifugi della zona anche per salire in Presolana!!!

  6. Com’è possibile far conoscere le montagne, contemplarle, osservare la natura, ascoltare il silenzio e non ultimo, intessere rapporti umani in una invasione di persone vocianti?! In un “supermercato” di primati economicistici, o nello “spiaggiare” in una Rimini qualunque dove il consumare e il divertirsi, svaniranno in breve tempo. Infatti, inevitabilmente di tempo ne rimarrà poco per il BELLO, che invece dovrebbe restare in memoria per tutto il tempo…
    Ditemi dove posso trovare ancora un luogo dove l’armonia di una armonica, possa intrecciarsi con la brezza di uno zefiro mite e leggero…

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