• Il primo sito italiano sul mondo della montagna e dell'alpinismo
Attualità, Primo Piano

Ovindoli: fondi, nuovi impianti e polemiche – di Stefano Ardito

Appennino, abruzzo, impianti sciistici, ovindoli,Ovindoli, impianti di risalita

 

Balletti tra forze politiche e sfasci ambientali annunciati, fondi stanziati con il contagocce e proteste degli ambientalisti. Le notizie che arrivano dall’Abruzzo poco dopo l’insediamento del presidente Marco Marsilio (Fratelli d’Italia) e del nuovo Consiglio Regionale meritano un’analisi attenta. 

Si tratta di notizie nuove solo in parte. Sono almeno tre anni che si parla di nuovi impianti nelle stazioni invernali abruzzesi di Ovindoli-Magnola e di Campo Felice, da realizzare attraverso fondi pubblici. Progetti teoricamente impossibili perché le zone interessate sono incluse nel Parco Regionale Sirente-Velino e in ZPS e SIC, Zone di Protezione Speciale e Siti d’Importanza Comunitaria tutelati dall’Unione Europea. 

Ha destato scalpore, qualche anno fa, il fatto che i fondi per ampliare le stazioni sciistiche fossero stati inclusi in un progetto per il rilancio delle aree colpite dal terremoto che nel 2009 ha devastato L’Aquila. 

Nel 2016, quando il progetto è stato lanciato, si è parlato di un collegamento mediante piste e impianti tra le due località. Un’iniziativa che avrebbe devastato il Piano di Pezza, il più integro altopiano del Parco, dove d’inverno vengono tracciate delle piste da fondo. Sul pianoro, come scoperto dagli ambientalisti, un fondo d’investimento russo aveva progettato una grande speculazione edilizia. 

Per i nuovi impianti, e per le opere di urbanizzazione collegate, il Master Plan varato dalla precedente Giunta Regionale, guidata da Luciano D’Alfonso (ora senatore del PD), aveva stanziato 13 milioni di euro. Una cifra che può sembrare rilevante, ma che con i prezzi correnti può bastare solo per un paio di impianti.  

Lo scorso 29 gennaio, due settimane prima delle elezioni che hanno portato al potere Marsilio, il Comitato regionale per la Valutazione d’Impatto Ambientale ha deliberato di trasferire agli enti locali interessati una prima e piccola tranche (il 5%) dei 13 milioni di euro. Più che una decisione operativa, sembra una scelta fatta per influenzare le scelte dei nuovi governanti dell’Abruzzo. 

La parte più rilevante degli interventi, infatti, non è possibile senza modificare la perimetrazione del Parco Regionale, delle ZPS o dei SIC. Tutte operazioni lunghe, complicate e destinate a scontrarsi con l’opposizione degli ambientalisti, del Ministero per l’Ambiente e dell’Unione Europea.    

Tra le opere finanziate il 29 gennaio alcune destano poche preoccupazioni, mentre altre sembrano assolutamente nefaste. Rientra nel primo elenco la nuova seggiovia da Campo Felice al Monte Rotondo, oggi raggiunto da un impianto obsoleto, per la quale sono stati assegnati 250 mila euro su 5 milioni previsti. 

Non sembrano particolarmente dannosi i 33 mila euro (il 5% di 660 mila) che sono stati assegnati al Comune di Ovindoli per realizzare un impianto idrico per l’innevamento artificiale e la pavimentazione di strade e del piazzale della Magnola.

Un discorso completamente diverso va fatto per i 217 mila euro (il 5% di 4,3 milioni) anticipati al Comune di Ovindoli per la costruzione di una seggiovia nella Valle delle Lenzuola, al margine della zona sciistica attuale. L’impianto, forse accettabile in sé, sarebbe però un primo passo per raggiungere la Costa della Tavola, e quindi il Piano di Pezza. 

Nei giorni scorsi, contro la delibera della Commissione VIA della Regione Abruzzo, si sono schierate le associazioni ambientaliste. LIPU, WWF, Salviamo l’Orso e Altura hanno minacciato ricorsi al Ministero dell’Ambiente e alla Commissione Europea. 

Per Italia Nostra, il progetto “manca di una coerente e fondata analisi economico-finanziaria in grado di giustificare un intervento così impattante in un Parco”, e comprende “lavori di movimento terra che appaiono decisamente sovradimensionati”. 

Gaetano Falcone, presidente regionale del CAI, ha ribadito in una nota la ferma opposizione del Club Alpino al progetto. Per poi ricordare che il SIC IT110206 è stato recepito nel 2016 e nel 2017 (dopo l’approvazione del Master Plan) da deliberazioni della Regione Abruzzo, e nel 2018 da un decreto del Ministero per l’Ambiente.  

Per capire se qualche cantiere verrà aperto, occorre attendere il disgelo, che ormai sta per iniziare. E occorre sapere cosa pensa dei nuovi impianti di Campo Felice e Ovindoli il nuovo governatore Marco Marsilio.  

Articolo precedenteArticolo successivo

2 Comments

  1. Mettetevi due pelli di foca e andate da un comprensorio all’altro a costo zero e senza impatto ambientale. E magari allenate pure quelle gelatine che vi tengono insieme le ginocchia. La montagna non è solo sci o solo cammino o solo corde. La montagna è uno stile di vita e la cultura della montagna va protetta e diffusa, non manipolata. Al diavolo le ruspe!!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.