AmbienteGreen

Distrutto dal sisma del 2016, il Rifugio Zilioli torna a nuova vita

Il Rifugio Zilioli sul Monte Vettore, chiuso da due anni perché reso totalmente inagibile dal sisma del 2016, sarà ricostruito ex novo grazie ad una donazione della Fondazione Cassa di Risparmio di Ascoli di oltre 185 mila euro.

Il piccolo rifugio di appena 50 metri quadrati a pochi passi dalla cresta dei Sibillini, fu costruito dalla sezione CAI di Ascoli Piceno alla fine degli anni cinquanta a 2240 metri d’altitudine portando acqua e cemento con i muli ed usando pietre di montagna. Intitolato a Tito Zilioli, un giovane alpinista ascolano morto nel 1958 durante una salita sul monte Vettore, ha rappresentato per decenni un ricovero d’emergenza e di breve sosta per gli escursionisti pronti ad affrontare il passaggio in cresta per raggiungere i laghi di Pilato, in alcuni casi anche un  punto di appoggio per la notte.

All’importante finanziamento per la ricostruzione assicurato dalla Fondazione, si sono aggiunti i contributi dell’Avis provinciale e della SAT (Società Alpinisti Tridentini), che permetteranno di arricchire il rifugio di nuove funzioni, prime fra tutte quella di polo scientifico per il monitoraggio della faglia, un progetto che dovrebbe essere di pertinenza dell’Università di Camerino. Una seconda proposta è quella dell’installazione di una stazione meteo. Sarà inoltre possibile dotare il rifugio di tecnologie volte a migliorarne la fruibilità, come impianti per la produzione di energia eolica o solare e la messa a punto di un software di controllo remoto per la gestione delle prenotazioni. Un progetto che ha anche un suo logo che parla di ricostruzione a firma del grafico illustratore Marco Zaini.

Il “popolo della montagna” troverà dunque ad accoglierlo “una struttura antisismica, leggera, più termica e confortevole sia per i ricoveri di emergenza, sia per i pernottamenti programmati da escursionisti e trekker. Un rifugio moderno, al servizio degli appassionati di montagna, ma anche del Soccorso Alpino, che vi fa base per le esercitazioni e per gli interventi di recupero”, si legge nel comunicato stampa della sezione Cai di Ascoli Piceno.

Ma l’obiettivo non sarà soltanto quello di restituire alla comunità ferita dei Sibillini il suo rifugio. Come affermato da Paola Romanucci, Presidente della sezione ascolana del CAI, ci si propone “di fare della ricostruzione una preziosa opportunità, un contributo alla crescita delle conoscenze tecniche nel campo dell’architettura antisismica in quota, alla maggiore sicurezza della comunità e, in definitiva, della cultura della montagna”.

 

Tags

Articoli correlati

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

Back to top button
Close