Alpinismo

David Lama: non sento il peso del mio talento

ISPO è momento d’incontro. È la fiera a cui partecipano, oltre che le aziende, anche gli atleti e i testimonial. Così capita di aver l’occasione di scambiare quattro chiacchiere con David Lama, ormai ex bambino prodigio dell’arrampicata che qui, ad ISPO 2018, ci riserva la grande sorpresa: è il nuovo testimonial The North Face.

Possiamo dire che sei stato scoperto da giovanissimo grazie all’occhio di Peter Habeler, crescendo hai mai sentito il peso del tuo talento?

Quello che faccio, il mio talento, mi rende felice. Perché avrei dovuto sentire come un peso il mio talento? (ride)

Sei di origini nepalesi. Cosa sai della tua terra d’origine?

Sono stato in Nepal molte volte, spesso per arrampicare. Conosco le persone, il popolo, la cultura. Ho avuto molte interazioni con gli alpinisti e i climbers locali. Io sono contento ogni volta in cui posso tornare in Nepal. Quando ero piccolo ci sono andato spesso con i miei genitori. La prima nel 1993, poi nel ’95 e ancora nel ’99. Dopo il 1999 non sono più riuscito ad andare perché ho iniziato le competizioni di arrampicata. È stato un periodo davvero strong, che mi ha impegnato tanto.

Sei tornato in Nepal di recente?

Si, ci sono andato nel 2015.  È stato un momento particolare, mancavo da così tanto tempo. E poi c’è stato il terremoto che ha reso tutto così particolare. In quell’occasione sono stato nel villaggio di mio padre, con mio padre e mia madre. È stata un grande esperienza in cui ho potuto avere un contatto umano con gli abitanti dei villaggi. Un momento in cui ho potuto vedere le condizioni in cui vivono.

Ne hai già parlato tanto, ma ci racconti un momento di Cerro Torre?

Quella del Torre è stata un’esperienza fantastica. Non ho un momento preciso da ricordare, ma un’intera e intensa esperienza di free climb su una montagna. Un momento per me speciale. Una sensazione unica salire la via del Compressore in free climb.
Non sapevo bene a cosa mi sarei trovato di fronte quando ci ho pensato. Scalare una montagna in free climb per me che non ero un alpinista, per me che arrivo dalle competizioni sportive… è stata una cosa magica, un momento speciale. Magico anche il momento di vetta, quando ormai il sole stava calando. Un tramonto pazzesco.

Chi è oggi David Lama?

Molti mi definiscono un alpinista o un alpinista estremo. Io però non saprei bene come definirmi. Io scalo quel che mi attrae. So che quando arrivi davanti ad una parete e ti viene il desiderio di salirla allora inizi a coltivare questo desiderio. Vedi una linea, pensi ad uno stile di salita, calcoli quanti giorni sono necessari. È un’idea. Un qualcosa che vedi solo tu e che quando provi a trasformare in realtà ecco, quando prende forma materiale e la mostri a tutti allora quella linea diventa quel che sei tu, la tua essenza, la tua firma.

Oggi sei approdato nella grande famiglia The North Face…

Dopo molti anni ho lasciato Mammut con cui conservo dei bellissimi ricordi e sono approdato in The North Face. Con loro credo di avere un’opportunità. Perché loro ci sono in molte valide spedizioni, perché supportano molti validi alpinisti, perché hanno una grande attenzione verso i prodotti. Il motto di The North Face è “Never Stop Exploring” che consiste in due parti “never stop” – spingi, spingi, non mollare mai – e poi “exploring” – esplorazione è il vero spirito dell’alpinismo, secondo me – .

Progetti futuri?

Ho molti progetti in corso. Nella primavera forse vado in Alaska o, forse, rimango a casa e scalo vicino a Chamonix oppure vado a fare un viaggio sulle Ande. Sto decidendo in questo momento cosa fare.

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