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Alpinismo

14×8000: altri 4 pretendenti in corsa

Con Nives e Romano che hanno raggiunto la vetta dell’Annapurna, restano altri 4 alpinisti che in questo momento rincorrono l’ambizioso obiettivo di salire tutti i 14 ottomila della Terra. Ferran Latorre e Ralf Dujmovits all’Everest, Peter Hamor al Dhaulagiri ed Azim Geychisaz al Lhotse. Tutti senza ossigeno.

Ferran Latorre, se completasse con successo la sua spedizione all’Everest (è al suo settimo tentativo sul tetto del mondo), potrebbe essere il primo catalano a terminare la serie degli ottomila, rubando il primato a Oscar Cadiach, a cui sfortunatamente manca solo il Broad Peak, la cui stagione di scalata inizia in estate.

Anche per Ralf Dujmovits quello attuale è il settimo tentativo per la cima più alta della Terra. In realtà ad 8848 metri l’alpinista tedesco era già arrivato nel 1992, utilizzando però da colle sud l’ossigeno supplementare a causa del maltempo. Decide pertanto di tornare a completare la sua raccolta di 8000 “by fair means”, come dice Messner. Al momento è impegnato sul versante tibetano.

Peter Hamor invece sta cercando il successo sul Dhaulagiri per completare la serie iniziata con l’Everest nel 1998. Tredici i giganti della terra sino ad ora raggiunti dallo slovacco, alcuni con belle ed innovative salite: nel 2006 apre una nuova via sull’Annapurna assieme ai polacchi Piotr Morawski e Piotr Pustelnik; nel 2008 la traversata del Gasherbrum I da sud a nord, nella medesima stagione sale anche il GII. 

Infine Azim Geychisaz, che ha iniziato a salire gli ottomila della terra “solo” nel 2008, e oggi sta cercando di raggiunge l’ultima delle 14 cime, il Lhotse. Il forte e poco mediatico alpinista iraniano è riuscito a completare 2 o 3 cime all’anno grazie anche ad un approccio molto particolare che prevede di stare il minimo indispensabile al campo base e di salire con la massima leggerezza e velocità; metodo che lo stesso Latorre ha definito come NAAS, No Aclimatation Azim System, in occasione della loro salita al Cho Oyu nel 2013.

L’ambizione di salire su tutte le montagne che superano gli ottomila metri sulla terrà non è una cosa nuova: dal 1986, quando Messner raggiunse con il Lhotse questo traguardo, solo altre quattordici persone sono riuscite in questa impresa, ovviamente senza ossigeno supplementare; anzi, da ieri sono 16 con Nives e Romano.

Attualmente ad aver completato tutti i 14 ottomila della Terra senza ossigeno supplementare sono: Reinhold Messner (Italia) nel 1986, Erdhard Loretan (Svizzera) nel 1995, Juanito Oiarzabal (Spagna) nel 1999, Alberto Iñurrategi (Spagna) nel 2002, Ed Viesturs (Stati Uniti) nel 2005, Silvio Mondinelli (Italia) nel 2007, Iván Vallejo (Ecuador) nel 2008, Denis Urubko (Kazakistan) nel 2009, Viekka Gustafsson (Finlandia) nel 2009, João Garcia (Portogallo) nel 2010, Gerlinde Kaltenbrunner (Austria) nel 2011, Maksut Zhumayev (Kazakistan) nel 2011, Mario Panzeri (Italia) nel 2012, Chang-ho Kim (Korea) nel 2013, Radek Jaros (Repubblica Ceca) nel 2014, Nives Meroi e Romano Benet (Italia) nel 2017 o, per meglio dire, ieri.

 

(Fonte: Desnivel)

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3 Comments

    1. Perchè ci tengono gli italiani e gli spagnoli. Agli anglosassoni non gliene frega nulla perchè usano un’altra unità di misura, e francesi, sloveni, russi non lo considerano alpinismo importante

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