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Cronaca

Multati 6 sci alpinisti serali sulle piste di Madonna di Campiglio

Il fenomeno degli sci alpinisti che alla chiusura degli impianti sciistici decidono di risalire le piste, magari sotto una gran bella stellata o al chiaro di luna e magari ancora per raggiungere un qualche rifugio che prolunga l’apertura nelle ore serali e notturne, è in crescita.

Questo però deve fare i conti con il fatto che le società che gestiscono gli impianti devono ripristinare le piste proprio in quelle ore e lo fanno utilizzando chiaramente i gatti. In questo modo si crea un grosso rischio per la sicurezza.

Nei giorni scorsi sono stati multati 6 sci alpinisti, 3 belgi e 3 italiani, che stavano risalendo la pista “Le Grotte” di Madonna di Campiglio. I carabinieri stanno effettuando in questa località servizi di controllo e assistenza e hanno ricevuto la segnalazione proprio dai “gattisti” che testimoniano l’invasione di sci alpinisti lungo le piste dopo la chiusura.

“Per i prossimi giorni, fino a fine stagione, la collaborazione continuerà per effettuare attività di prevenzione. Funivie inoltre sta provvedendo ad attivare dei percorsi paralleli alle piste, per consentire questo genere di attività, sempre più apprezzata, ma con modalità di sicurezza” evidenziano i carabinieri.

La predisposizione di percorsi alternativi è un buon segnale, ammesso che non siano, come a volte accade, percorsi per lo più inagibili, contorti e magari non curati o sottoposti alle dinamiche delle ben più redditizie piste da sci. Ci vorrebbe buon senso da entrambe le parti e la buona volontà dei scialpinisti di risalire a bordo pista senza rovinare il manto appena rifatto delle piste.

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3 Comments

  1. Trovo altrettanto pericolosi quelli che scendono dalle piste come missili in mezzo alla gente oppure in stato di ebrezza (gli alcolici vengono comunemente consumati fin dal mattino e ne é regolarmente autorizzata la vendita nei rifugi).
    Chi controlla in questo caso la sicurezza?

    1. Mi sfugge il parallelismo tra le due situazioni…comunque visto che ci siamo: io sono dell’idea di impedire alla gente che non sa sciare di affrontare piste impegnative, in questo modo ridurremo notevolmente i cumuli di neve che costano tanti tendini rotti a chi pretende di sciare stando sulle lamine.

  2. Munendosi di carte topografiche, ci sono spesso larghe strade forestali per raggiungere le mete.Letto un caso: in tre scendevano di notte dopo aver compiuto la risalita, mentre il battipista stava lavorando a muso in giù, ancorato ad un cavo teso come spesso si deve fare….appena il conduttore del gatto ha visto le luci delle lampade fontali,ha rallentato facendo abbassare il cavo e…i tre ci sono finiti contro ma sola ad altezza scarponi.Poi si sono rialzati e sono scappati dileguandosi tra mille meritati improperi del baldo conduttore.Almeno chiedere scusa..promettere di non farlo più…e continuare in altra zona.

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