Cronaca

Italiani feriti sulle montagne afgane

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FARAH, Afganistan — Attacco contro una pattuglia italiana sulle montagne dell’Afganistan. Tre soldati sono rimasti feriti, due in modo lieve e uno gravemente, in uno scontro a fuoco avvenuto a Farah, sui Monti Seyah, al confine con l’Iran. Secondo quantro trapelato finora, il militare più grave sarebbe stato ferito al petto. Gli altri due a un piede e a una mano.

Si tratta del secondo agguato nel giro di poche ore. Nella stessa zona di Farah, durante la notte, un’altra pattuglia di militari italiani era stata attaccata con un’azione «preparata meticolosamente, in modo da colpire le unità italiane al termine di un’attività di rastrellamento in aree note per la presenza di milizie ostili», ha riferito una fonte militare.
 
La provincia di Farah, che si trova nella parte est del paese, è sotto comando italiano. Visto la vicinanza con l’Iran, è una zona particolarmente calda. Calda quanto la provincia di Bala Murgab, anch’essa sotto controllo italiano. Qui, martedì, durante una battaglia, sono stati colpiti due elicotteri Mangusta. Tuttavia non ci sono stati feriti tra gli italiani. Ingenti, invece, le perdite tra gli afghani.
 
Lo stillicidio di attacchi al nostro contingente di pace in Afganistan, dunque, non si ferma. Negli ultimi due mesi si sono verificati scontri a fuoco pressoché costanti. Il 9 giugno sono stati attaccati i paracadutisti della Folgore. Il 29 maggio feriti tre paracadutisti in modo non grave a Bala Murgab. Il 21 maggio, colpito lievemente a un braccio un altro parà.
 
Il 16 maggio una pattuglia nella zona a nord di Herat era stata presa di mira da cecchini. Altri attacchi il 13 e 14 maggio. Infine, il 3 maggio una pattuglia italiana, a un posto di blocco, aveva sparato contro un’auto che non si era fermata. A farne le spese una ragazzina di 13 anni, colpita a morte.   
 
WP

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