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Alpinismo

“Più dura che al Nanga”

Sono gli amici operatori televisivi che dal campo base lo intercettano con la radio a campo 3 già nel sacco a pelo e che confermano che Alex domani scenderà al Campo Base, a 5400 metri, dove lo aspettano con ansia.

La nuvola o “bandiera del vento dell’Everest”, come la chiama Kurt, denota una potenza di vento molto sostenuta nella parte alta della montagna, dagli 8000m di Colle Sud in su. Photo @ Alex Txikon

“È stata una giornata durissima in cui hanno combattuto contro il vento, Alex ci ha detto letteralmente che “è stato più duro che in vetta al Nanga lo scorso inverno”. Nonostante le sensazioni negative dovute all’intensità del vento, parecchio superiore alle attese, ed alle temperature glaciali intorno ai-40 gradi centigradi, hanno tenuto duro in salita fino al Colle Sud, con Alex da capocordata con nella testa se non la speranza nell’attesa finestra di calo del vento. Una volta al Colle, hanno cercato di montare una tenda per rifugiarsi, ma è stato impossibile a causa delle raffiche da uragano. Sopportare quella tortura lassù più a lungo avrebbe significato un rischio serio di congelamenti o peggio, quindi hanno deciso di scendere il prima possibile. A volte le previsioni non sono esatte ed a queste altitudini e in pieno inverno una piccola variazione può significare una grande differenza”.

 Importante ora è rientrare in sicurezza, decidere il da farsi e non perdere la prossima finestra di calma di vento, sperando che il cielo non porti nevicate, ma per il momento questa ipotesi sembra scongiurata nel breve.

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1 Comment

  1. Abbiamo un dubbio: ma come mai date dieci volte più risalto a questo tentativo (che tra corde fisse e sherpa non è neppure grande alpinismo moderno) mentre in tutto il mondo si parla dell’impresa in Patagonia italiana, alpinismo stratosferico che qui avete commentato con una veloce notizia? va bene essere esterofili ma no capiamo in tanti

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