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Markus Pucher: “Tornerò a provare il Cerro Torre in inverno e in solitaria nel 2017”

L’alpinista e guida alpina della Carinzia Markus Pucher aveva tentato per la seconda volta la prima ascesa in solitaria del Cerro Torre. C’era andato molto vicino, mancavano giusto 40 metri ma aveva dovuto abbandonare l’impresa. Dopo aver precisato che la scalata, se si ha un po ‘di fortuna con il tempo, è possibile, l’alpinista ha ora affermato che quello del 2017 potrebbe essere l’inverno buono , vista l’estate atipica. Aspettiamo quindi l’inverno 2017.

Per il quarantenne austriaco negli ultimi vent’anni ormai i viaggi in Patagonia  sono diventati una consuetudine e il suo curriculum alpinistico ha fatto in modo che fosse assunto dal produttore del film “Cerro Torre: la possibilità di una palla di neve all’inferno” su  David Lama Tra le sue salite più importanti ha aperto la parete ovest del Cerro Marconi Sur in solitaria e senza assicurazioni e la prima solitaria invernale del Cerro Pollone. Ora il suo più grande obiettivo è la prima salita in invernale e in solitaria del Cerro Torre. Ci ha già provato due volte: la prima, nel 2015, si ritirò a causa del maltempo a 300 metri dalla cima; la seconda, nel 2016, è arrivato a 40 metri dalla vetta prima di dover rinunciare.

 In ogni caso anche le spedizioni in cordata non abbondano, solo due di queste sono state in grado di raggiungere la vetta in inverno: nel 1985 quella degli italiani Ermanno Salvaterra, Paolo Caruso, Maurizio e Andrea Sarchi Giarolli, e nel 2013 quella di Stephan Siegrist, Dani Arnold, Thomas Huber e Matias Villavicencio. Nell’intervista realizzata da Desnievel, Markus ha raccontato come l’amore per la Patagonia sia nato durante il suo primo viaggio in quella zona, nel 2000. Nel tempo i suoi progetti sono poi cresciuti e ora punta al Cerro Torre in invernale e in solitaria. L’alpinista ha spiegato che l‘ultimo tentativo non è andato a buon fine a causa delle condizioni nevose: il meteo era buono ma negli ultimi 40 metri la coltre di neve era alta un metro e questo obbligava a scavare prima di potersi raggiungere il ghiaccio; cosi quei 40 metri avrebbero richiesto dalle 6 alle 8 ore e Markus non aveva con se né il materiale da bivacco né l’attrezzatura per sciogliere la neve; era troppo tempo e ha dovuto tornare indietro. Se d’estate, con delle buone condizioni, la salita al Cerro Torre non è così difficile, come sostiene l’alpinista austriaco nel prosieguo dell’intervista, d’inverno, con temperature e venti gelidi, ghiaccio e neve pesante la difficoltà cambia e di molto. Inoltre in quest’ultimo caso è necessario portare anche più materiale.

 

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