Alpinismo

Everest: avvelenati al campo base

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LOBUCHE, Nepal — Avvelenati dal Rakshi, il tipico liquore nepalese fatto in casa. Questa la triste sorte di due sherpa che ieri mattina hanno perso la vita al campo base dell’Everest per una partita avariata di liquore. E ora gli ufficiali di collegamento stanno battendo a tappeto le tende, a caccia di altre bottiglie a rischio. A raccontare la terribile vicenda è Silvio Mondinelli, che al momento si trova presso il Laboratorio Piramide.

Mondinelli si trova alla Piramide del Comitato EvK2Cnr in attesa che il tempo migliori per tentare la salita a Colle Sud, dove dovrà riparare due sensori della stazione meteorologica di Share Everest installata l’anno scorso a 8000 metri.

"Abbiamo ricevuto la notizia dal base – racconta Mondinelli -. Ci hanno riferito che due sherpa sono morti a causa del liquore andato a male. E’ una bevanda molto diffusa tra i nepalesi, ma è fatto in casa e questa partita, purtroppo, si è avariata ed è diventata mortale. Ora gli ufficiali di collegamento stanno battendo a tappeto tutte le tende del base, per rintracciare e  sequestrare tutte le bottiglie di rakshi ritenute a rischio".

La notizia, intercettata via radio, è stata poi confermata da Sergio Martini che nel pomeriggio è passato dal Laboratorio Piramide. Pare che il primo sherpa sia morto nella notte e che il secondo, in gravi condizioni, sia stato assistito per tutto il giorno dal dottor Eric Johnson dell’Himalayan Rescue Association, che ha una clinica da campo al base, e dal suo collega. I due medici hanno fatto il possibile ma il maltempo ha impedito il soccorso in elicottero e sembra che anche il secondo sherpa abbia perso la vita. Secondo indiscrezioni che circolano nel web, pare che il liquore fosse stato mescolato con del metanolo.

Secondo altre indiscrezioni provenienti dal base, in quota sarebbe accaduto anche un incidente mortale, che avrebbe coinvolto uno sherpa all’altezza di campo 3. Alcuni gruppi di spedizioni commerciali, infatti, nonostante il cattivo tempo hanno voluto lo stesso salire a Colle Sud, ma hanno dovuto tutti ripiegare verso il basso. Riguardo l’incidente, si tratta però di voci ancora da confermare.

"Il tempo è brutto – racconta Mondinelli – nevica da tre giorni e le previsioni sono pessime ancora per altrettanti. Io sono sceso questa mattina dal campo base e mi fermerò qui in Piramide fino ad un miglioramento del meteo. Appena tornerà il sole, saliremo a Colle Sud per compiere il lavoro sulla stazione meteorologica che ora abbiamo pianificato con precisione grazie alle foto che hanno scattato per me Maxhut Zhumayev e gli amici kazaki che tenteranno la traversata Everest Lhotse. Loro sono saliti a campo 4 la settimana scorsa per acclimatarsi e hanno colto l’occasione per fotografare lo stato della stazione meteo".

Mondinelli era salito al campo base sabato mattina, confidando nella preannunciata finestra di bel tempo di cui molti volevano approfittare. Durante il weekend, però, sono continuate le nevicate accompagnate a tratti da vento forte e quasi tutte le spedizioni alpinistiche dirette a Everest e Lhotse, al momento, sono ferme al campo base.

Uno dei pochi ad aver tentato comunque la scalata è l’italiano Simone La Terra, che era salito a campo 2 nella notte tra venerdì e sabato, ma che ieri ha dovuto fare dietrofront velocemente a causa delle nevicate. La Terra, che aveva intrapreso la spedizione con il rumeno Alex Gavan, dopo l’abbandono del compagno ha intrapreso la salita con l’aiuto cuoco Nima, che per la prima volta tenta la salita in quota come sherpa. "Si è dimostrato un valido compagno – ha detto l’alpinista – sono contento di averlo portato con me".

Molti alpinisti, visto che il meteo è previsto brutto per diversi giorni, colgono l’occasione per fare una puntata nei villaggi più a bassa quota, dove c’è più ossigeno, per riposare e accumulare energie necessarie alla salita.
 

Sara Sottocornola

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