Alpinismo

Russi verso via nuova sul Pumori

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DEBOCHE, Nepal — Una via nuova sulla parete sud est del Pumori, cima di oltre settemila metri che svetta nel cuore del Khumbu. Questo l’obiettivo della spedizione siberiana che vede tra le sue fila, e che abbiamo incontrato nei giorni scorsi durante il trekking verso la Piramide.

Cenano alle cinque del pomeriggio con piatti immensi di pasta e patate lesse. Passeggiano ad ogni ora del giorno con il cordialino sottobraccio. E ridono, scherzano, prendono il sole: sembrano un gruppo di vacanza, ma in realtà hanno ambiziosi obiettivi alpinistici e tra loro si celano delle vere e proprie leggende dell’alpinismo russo.

La spedizione del "Krasnoyarsk team" proviene dalla fredda Siberia ed è capitanato da Anton Pugovkin. E’ diretta al Pumori, dove vogliono aprire una nuova via. A provarci saranno in quattro: oltre al capospedizione, gli alpinisti Igor Loginov, Vladimir Starov ed Eugeny Belugaev.

Il capospedizione racconta che parete sud del Pumori, 7.161 metri, è stata scalata la prima volta dai tedeschi nel 1962 e una seconda dai cechi nel 1996. Entrambe le spedizioni, però, hanno percorso gli estremi della parete. L’obiettivo dei quattro uomini di punta russi è la parte centrale della parete, ad oggi ancora inviolata.

Gli altri alpinisti del gruppo saliranno lungo la via normale della montagna, considerata molto rischiosa a causa di numerosi seracchi pensili che oggi minacciano il tracciato. Questo secondo gruppo comprende veterani e giovani promesse dell’alpinismo russo.

Tra i veterani, citiamo Alexander Kuznetsov, Valery Kohanov, Nickolay Smetanin, Eugeny Bakaleinikov e Vladimir Karataev, che scalò la temibile parete sud del Lhotse. Karataev, schivo, sempre in disparte rispetto al gruppo, porta i segni visibili di quella scalata: numerose falangi delle mani amputate a causa dei congelamenti riportati lassù.

Sara Sottocornola

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