Alpinismo

La sfortuna contro Barmasse e soci

immagine

EL CHALTEN, Patagonia — Infortuni, maltempo e furto di viveri e materiali tecnici. Gira male alla spedizione italiana di Hervè Barmasse, Daniele Bernasconi e Giovanni Ongaro impegnata in queste settimane in Patagonia. Ora, dopo numerosi su e giù dal passo del Viento trasportando i carichi per la traversata e lunghi bivacchi alle porte dello Hielo Continental, gli alpinisti si accingono ad un nuovo tentativo. Forse, l’ultimo. Ma senza Mario Conti, costretto a rientrare in Italia per una storta alla caviglia.

"A metà gennaio abbiamo fatto diversi viaggi su e gù dal passo pe trasportare i materiali – racconta Barmasse -. Il 18 gennaio siamo risaliti alla laguna Toro dopo due giorni di riposo a El Chalten, fiduciosi di poter partire per la traversata. Li abbiamo trovato la prima sorpresa. Alle tenda lasciata alla laguna Toro, mancavano l’imbrago di Giovanni, i pantaloni in Gore Tex di Daniele, un soft shell e qualche moschettone che serve per superare la tirolese posta a qualche centinaio di metri dalla laguna".
 
"Ci siamo arrabbiati non poco – prosegue Barmasse – ma per fortuna abbiamo potuto sostituire l’imbrago di Giò e la roba di Daniele con quella di Mario che ha deciso di non proseguire la spedizione per una caviglia gonfia come una zucca. Ma purtroppo non era finita. Continuando verso il passo del Viento dove tutto il materiale e i viveri erano stati trasportati nei giorni precedenti, abbiamo trovato un’altra sorpresa: mancavano viveri e fornello a benzina…"
 
Quando gli alpinisti hanno scoperto il secondo furto era ormai sera inoltrata e hanno deciso di scendere al rifugio Passo del Viento per passare la notte. Il giorno dopo, con un giorno di bel tempo, hanno proseguito i trasporti dei carichi vicino a Nunatak Viedma, dove sperano di incontrare la neve la cui assenza, per ora, impedisce l’uso di sci e slitte e quindi triplica le fatiche. Tornati al rifugio, in 5 giorni di brutto tempo hanno esaurito le scorte e sono stati costretti a ridiscendere in paese per rifarle.
 
"Continuava a piovere – racconta Barmasse – il rifugio si è allagato obbligandoci ad uscire e a montare la tenda. L’undicesimo giorno di pioggia e vento abbiamo terminato i viveri che avrebbero dovuto servirci per soli sette giorni. Siamo stati obbligati a ridiscendere a Chalten. Dopo 50 chilometri a piedi siamo arrivati stanchi al pueblo. E oggi, che splende il sole, siamo in un supermercato… ma d’altronde senza viveri, senza fornello, senza gore tex, senza imbragatura, e ora senza fiducia… non si va da nessuna parte".
 
Idee sui responsabili di questi furti? "Abbiamo fatto alcune supposizioni – racconta Barmasse -. Sicuramente non i turisti, non i local di certo. Forse i portatori? E le guide abusive della zona? Solo supposizioni certo, ma altre persone dal passo del Viento non passano".
 
Il morale certo è basso, ma domani il gruppo riparte. "Rientreremo al rifugio e poi nel ghiacciaio sperando di raggiungere in tempo record il Cerro Riso Patron e le altre montagne della zona, sempre che il bel tempo regga…".
 
 
 
Sara Sottocornola

Articoli correlati

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Back to top button
Close