Alpinismo

Troppa neve: giochi fermi in Himalaya

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KATHMANDU, Nepal — Giochi fermi, sulle montagne nepalesi, per l’enorme quantità di neve caduta nei giorni scorsi. Dal Manaslu al Baruntse, il maltempo sta mettendo i bastoni fra le ruote ai numerosi alpinisti impegnati nella zona, che si trovano costretti ad affrontare lunghi periodi di attesa e maggiori pericoli durante la scalata.

Ancora nulla di fatto sul Manaslu, dove pochi giorni fa una violenta bufera di neve ha completamente sepolto il campo 1. Il tempo resta instabile, con schiarite la mattina presto seguite da nevicate e nebbia nel resto della giornata. Ai piedi della montagna ci sono oltre 20 spedizioni in attesa di salire, tra cui quelle di Edurne Pasaban, Juanito Oiarzabal, Nives Meroi.
 
"Ieri siamo saliti fino all’affollatissimo campo uno – racconta la Meroi -. Il tempo era incerto, ma la traccia battuta ci ha permesso di raggiungere le tende, fare un deposito e rientrare al base. Ora piove e fa freddo, aspettiamo un miglioramento per procedere verso l’alto".
 
Il ripido pendio che porta al campo 2, infatti, risulta ancora troppo instabile e carico di neve per poter essere affrontato in sicurezza. Condizioni impossibili, che ormai perdurano da troppo tempo. "Alcune spedizioni stanno già rientrando verso casa – racconta la Pasaban -. Ci sono persone che sono qui dal 20 agosto e non sono riuscite a combinare nulla a causa del maltempo. Noi aspettiamo, confidando di poter raggiungere l’obiettivo".
 
Le nevicate hanno creato grossi problemi anche sugli altri ottomila della zona. Nel gruppo dell’Annapurna, per esempio, procedono a rilento sia Jean Troillet sulla parete Sud, sia le spedizioni che puntano all’Annapurna II che all’Annapurna IV. Nei giorni scorsi, infatti, la bufera li ha costretti a un lungo stop.
 
Situazione difficile anche sul Baruntse, dove tra pochi giorni arriverà anche Silvio Gnaro Mondinelli. Le spedizioni commerciali di Alpine Ascents e Adventure Consultants, insieme a quella dell’australiano Louis Kosztelny, hanno dovuto rimandare il tentativo di vetta previsto per lunedì scorso. Il maltempo è continuato per tutta la settimana con nebbia, scarsa visibilità e molta neve sui pendii più alti della montagna.
 
"Abbiamo deciso di aspettare a campo 2, 6400 metri – racconta Kosztelny -. In alto i pendii sono carichi e instabili, c’è ancora troppo pericolo di valanghe. Le nostre speranze sono riposte nel weekend".
 
Sara Sottocornola

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