Gente di montagna

Adam Bielecki

“Soccorrere una persona in difficoltà in montagna è la base dell’alpinismo.”

Adam Bielecki

Primo salitore invernale di Gasherbrum I e Broad Peak Adam Bielecki prosegue la tradizione polacca che vede gli alpinisti proiettati verso l’himalaysmo invernale. Alpinista di carattere si distingue per lo stile apparentemente scanzonato con cui vive le sue esperienze in altissima quota. Dietro a ogni salita c’è però una meticolosa preparazione sia mentale che fisica, come dimostra quanto è riuscito a fare nel gennaio 2018 quando, insieme a Denis Urubko, si è reso protagonista del salvataggio di Elisabeth Revol sul Nanga Parbat.

La vita

Adam Bielecki nasce il 12 maggio 1983 a Tichy, cittadina del sud della Polonia. La passione per la montagna nasce certamente in famiglia, anche sua sorella maggiore Agnieszka si è infatti dedicata all’alpinismo. Insieme portano avanti diverse spedizioni alpinistiche, senza mai entrare in competizione.

Il padre di Bielecki, Romuald, è un ingegnere è lavora presso uno stabilimento minerario dove organizza il trasporto dei minatori. È molto presente nella vita dei figli e sostiene la loro passione per l’alpinismo. Spesso è lui a verificare e comunicare le previsioni del tempo durante le spedizioni. Per la mamma è diverso, da quanto racconta Adam. Ha paura quando sa che i figli sono impegnati in montagna, ma ha imparato ad accettare la loro passione.

A 18 anni subisce un incidente che gli provoca la frattura della gamba in tre punti: durante una giornata in falesia il padre lo investe accidentalmente facendo manovra con la macchina.

Adam è sposato con Dobrosława Bugajna.

L’alpinismo

Divoratore di libri alpinistici fin da bambino Adam Bielecki si avvicina alla montagna all’età di 8 anni, quando inizia ad arrampicare. Fin da subito dimostra una passione smodata e un talento fuori dal comune. Tra le sue prime importanti realizzazioni la salita del Chan Tengri (7010 m) nel 2000, a soli 17 anni. Salita realizzata in solitaria e in stile alpino. Nel corso della sua carriera ha messo a segno oltre 100 salite tra i Monti Tatra e le Alpi, tra cui numerose ascensioni invernali.

Il battesimo degli Ottomila arriva nel 2011 quando, insieme a Artur Hajzer e Tomasz Wolfart, raggiunge la vetta del Makalu senza utilizzare bombole d’ossigeno. L’anno successivo è sul Gasherbrum I insieme a Janusz Gołąb. Raggiungono la vetta alle 8.30 del 9 marzo, sono i primi a riuscire nell’impresa invernale. Anche in questo caso la salita avviene senza utilizzo di bombole d’ossigeno. Pochi mesi dopo questo incredibile primato eccolo nuovamente in Karakorum dove, il 31 luglio, tocca la vetta del K2.

Non passa un anno che ecco di nuovo Adam Bielecki impegnato in inverno su un colosso del Karakorum, questa volta l’obiettivo è il Broad Peak, la cui vetta viene regolarmente raggiunta il 5 marzo. Purtroppo durante la discesa perdono la vita due dei compagni di Adam, Maciej Berbeka e Tomasz Kowalski.

Nel maggio 2014 partecipa a una spedizione diretta al Kangchenjunga. Con lui si trovano Denis Urubko, Alex Txikon, Artiom Braun e Dimitrij Siniew. Di questi solo Urubko riuscirà nell’obiettivo di raggiungere la vetta.

Nell’inverno 2015-2016 decide di cimentarsi con l’invernale al Nanga Parbat, penultimo Ottomila ancora da violare. Insieme al compagno Jacek Czec immagina un tentativo in stile alpino lungo la via Kinshofer, sul versante Diamir, dove sono impegnati anche Alex Txikon, Ali Sadpara e Daniele Nardi. Ben presto il polacco si unisce ai tre della spedizione internazionale contribuendo all’allestimento della via con le corde fisse. Il 13 gennaio Bielecki subisce un duro incidente in parete: un volo di 80 metri sul muro Kinshofer mentre è assicurato alla corda di Nardi. Fortunatamente la caduta non ha gravi conseguenze ma raffredda gli animi e porta Adam alla decisione di chiudere la sua spedizione.

Nel gennaio 2018 partecipa alla spedizione nazionale polacca al K2. L’obiettivo è violare il K2, allora l’ultimo Ottomila ancora da salire nella stagione fredda. A fine gennaio, il 27, si trova a lasciare il campo base a bordo di un elicottero dell’esercito pakistano per partecipare a un’operazione di soccorso e salvataggio sul Nanga Parbat in favore di Élisabeth Revol e Tomasz Mackiewicz. Con lui si trovano Denis Urubko, Jarosław Botor e Piotr Tomala. Con Urubko si muove lungo la via Kinshofer in piena notte, superando mille metri di dislivello fino a incontrare la voce di Élisabeth e riuscendo a portarla in salvo. Purtroppo per Tomasz, rimasto a oltre settemila metri di quota, non c’è più nulla da fare.

Nel luglio 2018 Adam Bielecki è ancora in Karakorum, per tentare il Gasherbrum II, insieme a Felix Berg. La spedizione si muove in modo perfetto e il 16 luglio sono in vetta, passando per il poco battuto versante ovest.

Onorificenze

  • 2012 – premio come sportivo dell’anno del comune di Tychy.
  • 2012 – medaglia d’ Argento al Merito Sportivo assegnato dal Ministero dello Sport e del Turismo polacco.
  • 2012 – vincitore del premio Travellery della rivista National Geographic.
  • 2017 – premio del pubblico al Festival della Montagna di Lądek Zdrój per il suo libro autobiografico.
  • 2018 – premio The Spirit of Mountaineering Commendation del British Alpine Club a lui, Krzysztof Wielicki, Denis Urubko, Piotr Tomala e Jarosław Botor per l’operazione di salvataggio al Nanga Parbat nell’inverno 2018.
  • 2018 – Golden Badge of Honor per i suoi servizi al Voivodato di Slesia.
  • 2018 – premio “Performance of the Year” di Przegląd Sportowy e Polsat per l’operazione di salvataggio al Nanga Parbat nell’inverno 2018.
  • 2018 – titolo di cittadino onorario della città di Tychy.
  • 2019 – David A. Sowles Prize dall’American Alpine Club per l’operazione di salvataggio al Nanga Parbat nell’inverno 2018, insieme a Denis Urubko, Piotr Tomala e Jarosław Botor.
  • 2019 – National Geographic Adventurers of the Year, insieme a Denis Urubko.
  • 2019 – insignito dal Presidente della Repubblica di Polonia, Andrzej Duda, della Croce di Cavaliere dell’Ordine della Polonia Restituta per gli eccezionali contributi allo sviluppo degli sport di alta montagna e per aver promosso il nome della Polonia nel mondo.
  • 2019 – con decreto del presidente francese Emmanuel Macron dell’11 marzo 2019, è stato insignito della Legion d’onore V Classe.
  • 2019 – insignito della Medaglia della Città di Grenoble.

“Riguardo alle onorificenze vorrei approfittarne per ricordare a tutti che, in questo momento, nel mondo ci sono tante persone che ne stanno aiutando altre sulle montagne, nelle strade, negli ospedali. Persone che salvano la vita ad altre senza avere al petto una medaglia d’oro.”

Adam Bielecki

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