Alpinismo

Broad Peak: Kopold perde il compagno

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ISLAMABAD, Pakistan — Era convinto di seguire le sue tracce e di ritrovarlo al campo base. Invece, di lui non c’era traccia: esattamente com’era accaduto con Marek Hudak, l’anno scorso, sullo Shisha Pangma. Sono ore d’angoscia, queste, per Dodo Kopold sul Broad Peak: il suo compagno di cordata Vlado Plulìk, da cui si era separato durante il tentativo di vetta, risulta disperso sulla montagna da oltre tre giorni.

Plulìk e Kopold erano partiti insieme, giovedì scorso, per tentare la cima. Salendo, però, si sono separati: Plulìk ha provato a seguire la via normale, Kopold, invece, è salito lungo una variante. Dovevano ritrovarsi lassù per scendere insieme. Ma sulla cima, è arrivato solo Kopold, alle 9 di sera e in mezzo a una bufera. Scendendo, ha dovuto improvvisare un bivacco a 8000 metri.
 
Kopold ha poi proseguito nella discesa, seguendo le tracce del compagno che aveva bivaccato alcune decine di metri sotto di lui convinto di ritrovare il compagno a campo 2 o al campo base. Invece, ha trovato un’amara sorpresa: le tende vuote e nessuna traccia dell’amico. Immediatamente ha dato l’allarme alle altre spedizioni.
 
Secondo le testimonianze raccolte al campo base, gli ultimi ad averlo visto sarebbero stati dei russi, che lo avrebbero notato mentre scendeva a circa 6.500 metri di quota. Poi, più nessuna traccia. E così è partita una disperata missione di soccorso.
 
Tra i primi a candidarsi per l’operazione c’è stato il fuoriclasse russo Valery Babanov, che non ha esitato ad affrontare vento e forti nevicate per risalire le pendici del Broad Peak in cerca dell’alpinista disperso o delle sue tracce, che stavano scomparendo sotto lo strato di neve fresca. E’ arrivato fino a campo 2, ma non ha trovato nulla.
 
Altri cinque alpinisti stanno cercando nella zona di campo 1, ma per ora non hanno trovato nulla. E man mano che passano le ore, si affievoliscono le speranze di poterlo ritrovare vivo.
 
Intanto, Kopold passa ore drammatiche. Spossato dopo la salita del suo terzo ottomila in meno di venti giorni, si trova a rivivere la tragedia passata lo scorso anno sullo Shisha Pangma (8.027 metri), dove ha perduto il compagno Marek Hudak.
 
Anche allora, Hudak decise di fare dietrofront pochi metri sotto la vetta, mentre Kopold proseguiva per raggiungerla e agguantare il secondo ottomila della stagione. Da quel momento, di lui si persero le tracce e il suo corpo non venne mai più ritrovato.
 
Plulík, 45 anni, ha salito l’Everest senza ossigeno nel 1998 e il GII pochi giorni fa. Ha partecipato a spedizioni sullo Shisha Pangma e sul Kangchenjunga.
 
 
Sara Sottocornola 
 

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