Alpinismo

Nives Meroi: toccata e fuga a 7000 metri

KATHMANDU, Nepal — Notte a trenta gradi sottozero. Salita veloce a settemila metri e poi di nuovo giù, ricacciati a valle da una violenta bufera. L’inverno del Makalu sta dando del filo da torcere a Nives Meroi e compagni, che ora si trovano al campo base in attesa di lanciare un nuovo attacco verso la vetta.

"Da lassù siamo scappati giusto in tempo – scrive Nives Meroi dal campo base -. Abbiamo spostato il deposito a 7000 metri, ma faceva freddo e il vento ha iniziato a salire trasformandosi presto in bufera. Così abbiamo voltato i tacchi e siamo tornati al base: oggi il vento è molto forte ed è impossibile muoversi".
 
Ora gli alpinisti ne approfittano per recuperare energie perse durante l’infernale notte passata ai 6.500 metri di campo 1. "In tenda faceva talmente feddo – racconta la Meroi – che al mattino avevamo la sensazione che avesse nevicato anche dentro i sacchi a pelo".
 
Si trovano al campo base anche i kazaki guidati da Denis Urubko, che nel weekend erano riusciti a salire fino a 7.200 metri prima che Samoilov si sentisse poco bene. Urubko ha fatto sapere che vorrebbe ritentare la salita nel giro di 2-3 giorni.
 
 
Sara Sottocornola

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