Arrampicata

El Capitan, ipovedente passa 6 giorni in parete e sale in solitaria Zodiac

Steve Bate (Photo courtesy www.telegraph.co.uk)
Steve Bate (Photo courtesy www.telegraph.co.uk)

FRESNO, California — Steve Bate è un climber britannico di 35 anni affetto da retinite pigmentosa. Si tratta di una malattia genetica dell’occhio che riduce drasticamente la vista, soprattutto di notte: il disturbo gli è stato diagnosticato due anni fa, ma questo non gli ha impedito di continuare la sua attività arrampicatoria. Ed è così che nel giugno scorso Bate ha scalato in solitaria Zodiac, Big Wall di El Capitan, trascorrendo sei giorni e cinque notti in parete.

Secondo quanto racconta il Telegraph.co.uk, Bate vive a Moray, Scozia, e sarebbe il primo britannico ipovedente ad aver scalato quasi mille metri su una delle pareti più difficili del mondo. Ex istruttore di arrampicata, sarebbe affetto dalla retinite pigmentosa da circa due anni: attualmente sarebbe prossimo alla cecità. Sempre stando al quotidiano inglese, durante la salita stava per decidere di fermarsi, avendo ricevuto la notizia di un incidente stradale occorso alla fidanzata di un amico climber, ma poi è andato avanti, fino alla fine.

“Ho impiegato un paio di giorni a riprendermi dalla fatica – ha dichiarato al Telegraph.co.uk -, ma sono così felice di averlo fatto. Quello che ho provato quando sono arrivato in cima è semplicemente qualcosa di indescrivibile, sono davvero entusiasta per come è andata. E’ stata molto dura e quando ho finito quasi non riuscivo a credere dove mi avesse portato la mia forza”.

La salita non è stata peraltro senza difficoltà: secondo quanto avrebbe raccontato lo stesso Bate al quotidiano, sarebbe caduto due volte prima di arrivare in cima a Zodiac, famosa Big Wall di El Capitan.

Anche se ho già perso la visione periferica – avrebbe concluso Bate -, scalare è qualcosa che amo davvero, spero di non mollare mai. Cercherò di arrampicare il più possibile finché potrò. Spero di essere di ispirazione per le persone, soprattutto disabili, affinché possano credere che niente è impossibile se decidono di farlo. Se ho potuto farlo io, può farlo chiunque”.

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