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Olimpiadi invernali 2022 in Svizzera? Forse, ma al risparmio

Olimpiadi Torino 2006 (Photo gdf.it)
Olimpiadi Torino 2006 (Photo gdf.it)

BERNA, Svizzera — Niente nuovi megaimpianti. Niente neve artificiale e niente spese folli. Queste le condizioni alle quali le cittadine svizzere di St. Moritz e Davos pare vogliano candidarsi ad ospitare i Giochi Olimpici invernali del 2022.

Certo, le parole “risparmio” e “St Moritz” nella stessa frase sembrano cozzare un po’. Ma pare che i valori ai quali si voglia ispirare la candidatura svizzera siano proprio la sostenibilità ambientale e l’oculatezza della spesa.

Secondo le stime della Cipra, basate sulle passate edizioni dei Giochi, la spesa della città ospitante per la candidatura, l’organizzazione e lo svolgimento dei Giochi si aggira intorno ai 4,5 miliardi di franchi svizzeri (3,7 miliardi di euro). Un costo molto alto, in parte compensato da entrate derivanti da diritti televisivi, sponsor e vendita biglietti, in parte sostenute dalla Confederazione. Ma probabilmente destinato a generare un deficit, come è accaduto fino ad ora.

Così, i promotori della candidatura hanno deciso di spingere l’idea di Giochi olimpici sostenibili, da disputarsi su neve naturale (anche se qualcuno si chiede quanto nevicherà fra dieci anni sulle Alpi), con trasferimenti ridotti al minimo e gare su impianti esistenti. Ospitando i Giochi, poi, la Svizzera ne guadagnerebbe in immagine, economia interna, infrastrutture e collegamenti stradali e ferroviari, che comunque resterebbero ai cittadini anche se St Moritz e Davos non si aggiudicassero le Olimpiadi.

Dunque, candidarsi o no? La decisione finale verrà presa dai cittadini grigionesi che il 3 marzo 2013 si recheranno alle urne per votare.

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