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Greco: la nazionale di scialpinismo è pronta

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BERGAMO – Aspettando i Mondiali di Cuneo 2006, una chiaccherata con Adriano Greco, Commissario Tecnico della nazionale italiana di scialpinismo.

Mancano due settimane circa ai Mondiali di scialpinismo. Le iscrizioni, ad oggi, confermano la presenza di 34 nazioni. E la squadra italiana?
La squadra è pronta, prontissima. Abbiamo prima dei Mondiali ancora due gare di verifica – il 19 febbraio a Premana per i giovani e il 25 febbraio con la seconda prova di Coppa del Mondo a Logorai Cima d’Asta, in Valsugana.


Ancora due gare di verifica ma molte prove già superate, mi sembra. Visti gli ultimi risultati la Nazionale sta andando bene…

Sì, la prima prova di Coppa del Mondo è stata in Spagna. Siamo stati un po’ penalizzati dal brutto tempo, ma gli atleti hanno fatto bene comunque. Lenzi secondo e Andreola terzo: questi gli junior maschili. Per le femmine, ottima gara per la Lazzeri e Lavy. Mentre sono arrivati quinti i senior Giacomelli-Mezzanotte. Undicesima la Pellisier. Per tutti gli atleti saranno fondamentali le prossime gare.

 

Ma c’è già tra gli atleti una “stella” di questi Mondiali? Chi è il più atteso?

Non saprei. Per la prima gara ad esempio non ci sono veri specialisti. Forse puntiamo di più sulla Raso. Ma più o meno sono tutti bravi. Giacomelli, campione d’Europa uscente, in primis. Boscacci e Murada poi per la gara a coppie. Facciamo molto affidamento su Francesca Martinelli e Roberta Pedranzini, ecco, loro speriamo facciano davvero bene.

 

Lei è il responsabile tecnico della Nazionale italiana di scialpinismo. Ma secondo lei come sta andando questa disciplina?

Nessuno ne parla mai, o quelli che ne parlano sono comunque in pochissimi. L’andamento di una disciplina si vede dalla partecipazione degli atleti alle gare, dal numero di tesserati. E lo scialpinismo è l’unica disciplina, per quanto riguarda gli sport invernali, in crescita. Lo stesso se allarghiamo la prospettiva. In calo tutte le discipline. Tranne il golf, primo, e lo scialpinismo, al secondo posto. Perché i media non ne parlino non si sa. Forse non lo sanno.

 

Elisa Lonini

 

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