Parchi

I mille volti del Parco del Frignano

Il lago Baccio

MODENA — Non è certo uno dei parchi più noti d’Italia, ma con oltre 15mila ettari di estensione e un territorio che va dai 500 metri sul livello del mare agli oltre 2mila della vetta del Cimone, il monte più alto dell’Appennino Tosco-Emiliano, il Parco del Frignano offre diverse opportunità a chi ama la natura. Habitat unici favoriscono la crescita e la conservazione di specie rare, vegetali e animali. Ci sono torbiere, boschi di faggete, brughiere di mirtillo, ampie vallate solcate da ruscelli, picchi pietrosi sui quali volteggiano l’aquila reale e altri rapaci.

Il lungo tratto di crinale conserva testimonianze delle glaciazioni che interessarono ciclicamente le alte valli appenniniche, e in particolar modo dell’ultima, nota come “Wurmiana”, iscrivibile in un periodo tra 75.000 e 10.000 anni fa. I circhi glaciali, con le classiche conche arrotondate, sono facilmente visibili al Lago Santo e al Lago Baccio o ai laghetti Torbido e Turchino.

Il Parco si trova al centro di una vasta regione di aree protette: confina a sud con il Parco dell’Orecchiella, a ovest con il Parco del Gigante e a est con il Parco del Corno alle Scale. La fauna è per questo ricca e varia. Si possono vedere il lupo, l’astore, la martora, l’aquila reale e il gufo reale. In alta quota sono numerose le colonie di marmotte, mentre nei prati fanno spesso capolino i cervi. Nelle zone confinanti con il Parco del Corno alle Scale è possibile osservare il muflone e persino la rara l’istrice.

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