Alpinismo

Piolet d’or: vince l’impresa di Prezelj

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GRENOBLE, Francia — Il sedicesimo Piolet d’or è finito in Slovenia. Ad ottenere il prestigioso premio alpinistico sono stati Marko Prezelj e Boris Lorencic, per la via di quasi duemila metri aperta in stile alpino sul Chomolhari, in Tibet. Ma il pubblico dissente: "Meglio – dicono – la solitaria di Pavel Kozjec sul Cho Oyu".

Il Chomolari, chiamata anche la "sposa del Kanchenjonga", si erge tra il Tibet e il Bhutan ed è considerata sacra per i buddisti tibetrani. Lo scorso inverno, dalla Slovenia, erano partiti in sei per  scalarla. Sono arrivati in Tibet, si sono acclimatati sul Jangmo Gopsha peak (6.706 metri), e poi si sono divisi in due gruppi per tentare la vetta da due diverse vie.
 
Il primo gruppo, formato da Rok Blagus, Tine Cuder, Samo Krmelj e Matej Kladnik, è salito in vetta passando dal canalone nord e percorrendo l’ultimo tratto della cresta est.
 
Nel frattempo, Prezelj e Lorencic compivano la loro storica impresa sulla cresta Nordest, aprendo la nuova via in mezzo ad una bufera di ghiaccio tagliente. Hanno vinto la parete, alta quasi duemila metri, dopo cinque giorni consecutivi di scalata tra neve profonda fino al ginocchio, improvvisi ghiacci affioranti e difficili tratti di misto. E poi sono scesi dalla via di salita, valutata con difficoltà M6+, poichè il cattivo tempo rendeva impraticabile ogni più semplice itinerario di discesa.
 
Prezekj e Lorencic hanno strappato il Piolet d’or 2007 ai favoritissimi Denis Urubko e Sergey Samoilov, già vincitori dell’Asian Piolet d’Or con la nuova via aperta in stile alpino sulla Nordest del Manaslu. Ma hanno battutto anche gli ucraini Igor Chaplinsky, Andrey Rodiontsev e Orest Verbitsky per la prima salita in stile alpino della Nord del Shingu Charpa; gli inglesi Ian Parnell e Tim Emmett, per la prima salita, in libera, sul pilastro Sudest del Kedarnath Dome (6.830 metri), in India.
 
La giuria ha valutato che l’impresa di Prezelj fosse più meritevole anche di quella di Pavle Kozjek, che quest’autunno ha aperto una via nuova sul Cho Oyu (8.201 metri), raggiungendo la cima in solitaria e in meno di 15 ore. Ma il pubblico, su questo, ha dissentito, esprimendo chiaramente il suo favore all’impresa di Koziek.
 
Ricordiamo che quest’anno, per la prima volta, il premio è stato assegnato da una giuria a cui mancavano i rappresentanti del prestigioso gruppo alpinistico francese Group d’Haute Montagne, uno dei fondatori del premio, che garantiva la caratura morale ed etica del verdetto. Il Ghm si è ritirato nelle scorse settimane adducendo come motivazione le divergenze con il co-fondatore, la rivista Montagnes, e la convinzione che la scelta tra le imprese potesse essere solo soggettiva, e non rispecchiare il reale valore delle imprese.
 
Il Piolet d’or, si presenta quindi ora come uno dei molti premi promossi da media specializzati, assegnato da una giuria formata anche un gruppo di forti alpinisti (in quella del 2007 c’erano Yuri Koshelenko, Steve House, Michel Piola, Christian Trommsdorff).
 
Ma il gesto del Ghm, come si legge nel comunicato ufficiale, non vuole nulla togliere alle imprese entrate quest’anno in nomination, ritenendole tutte di estremo valore tecnico.
 
Sara Sottocornola
Foto: courtesy of Marko Prezelj

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