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Buon 40esimo compleanno Albertone

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BOLZANO — Su quegli sci sembrava volare, con leggerezza impensabile viste le dimensioni. Velocità, controllo, cambi di direzione perfetti. Una macchina da guerra fra i paletti dello slalom. Il resto lo hanno fatto il carattere istrionico e l’autoironia. Compie oggi quarant’anni la leggenda dello sci italiano: Alberto Tomba. Montagna.tv ripercorre la sua straordinaria carriera con il supporto dei video.

Imprese indimenticabili, come si confà ai miti. Il fenomeno Tomba nasce con il Parallelo di Natale del 1984, che per tradizione si correva ogni anno sulla collinetta di San Siro a Milano. Il ragazzino di 18 anni, che veniva dalla B, sorprende tutti battendo i blasonati compagni della squadra A. Il giorno dopo la Gazzetta dello Sport titola in prima pagina "Un azzurro della B beffa i grandi del parallelo".
 
La notizia fa il giro d’Italia. Ma, si sa, il parallelo di Natale non è la Coppa del mondo. Durante l’anno, però, Tomba miete successi a ripetizione nelle gare della FIS e così, grazie alla costanza, alla grinta, il "cittadino" in mezzo ad una squadra di "alpini", raggiunge finalmente la squadra A, nonostante qualche tecnico continui ad essere scettico sulla doti dell’atleta bolognese.
 
Nel 1985 debutta in Coppa del Mondo a Madonna di Campiglio. Gareggia poi a Kitzbühel, in Austria nel 1986. Il 23 febbraio dello stesso annno ad Aare in Svezia, Tomba, partito con il pettorale numero 62, sorprende tutti piazzandosi al sesto posto nella gara vinta da quello che in futuro sarà uno dei suoi grandi rivali, Pirmin Zurbriggen.
 
Il primo podio arriva verso la fine del 1986 sulla pista della Gran Risa in Alta Badia. Tomba è secondo e qualcuno comincia a intravvedere per lui grandi speranze. Il bolognese sale di nuovo sul podio nel 1987, ai Campionati del Mondo di Crans Montana, Svizzera, dove conquista una medaglia di bronzo nello slalom gigante.
 
La stagione 1987-88 è quella dell’esplosione. Prima grande vittoria in speciale al Sestriere, partendo con il numero 25, il 27 novembre 1987. Due giorni dopo bis nel gigante davanti al suo idolo Ingemar Stenmark. E primo gesto di "spacconeria": Tomba saluta il pubblico con il braccio alzato ancor prima di tagliare il traguardo.
 
Nella stagione vince ben 9 gare (6 Speciali e 3 Giganti), ma la Coppa del Mondo va allo svizzero Zurbriggen. Tomba si deve accontentare del secondo posto nell’arrivo in volata. L’88 è anche l’anno delle Olimpiadi di Calgary. Il 25 febbraio, nella gara di gigante, Tomba sceso con il pettorale numero 1 è protagonista di una prima manche capolavoro, nella quale infligge ben 1 secondo e 14 centesimi al secondo classificato. Nella seconda si limita a controllare e centra il suo primo oro. Nello speciale, invece, nella prima manche si classifica "solo" al terzo posto. Ma nella seconda frazione, rimonta – come d’abitudine – e si piazza primo con sei centesimi di vantaggio. Seconda medaglia d’oro con la Rai che per trasmettere la gara interrompe addirittura il Festival di Sanremo.
 
La stagione successiva non sarà così brillante. Travolto dalle aspettative della stampa Tomba non va oltre il sesto posto in superg e il settimo nel gigante ai Mondiali di Vail.  
 
Nella stagione 1989/1990 viene formata una squadra attorno a Tomba, guidata da Gustav Thoeni e dal preparatore atletico Giorgio D’Urbano. Ma ancora una volta per Tomba è una stagione sfortunata: si infortuna in supergigante, ma ritorna alla grande vincendo ancora in speciale.
 
Nella stagione 1990/1991 torna al successo in gigante (cinque vittorie, Coppa di specialità) e arrivano i secondi mondiali, appuntamento che sembra stregato, visto che Tomba non riesce a conquistare nessuna medaglia, non andando oltre il quarto posto in speciale.
 
La stagione d’oro arriva nel 1991/1992. Tomba torna protagonista della Coppa del Mondo, ottenendo 9 vittorie, 4 secondi posti e 2 terzi posti. E dà vita a un intenso duello con Paul Accola che alla fine gli soffia la Coppa del mondo. Alle Olimpiadi di Albertville, però, l’azzurro conquista l’oro in gigante, davanti a Marc Girardelli, e l’argento in speciale, rimontando nella seconda manche.
 
Nella stagione 1992/1993 ci sono di nuovo i Mondiali, a Morioka, ma anche questa volta l’appuntamento si dimostra stregato per Tomba, che viene colpito dall’influenza in occasione del gigante ed inforca nella prima manche dello speciale.
 
Saltati i mondiali di Morioka per un’influenza, Tomba coqnuista di nuovo l’argento nello speciale a Lillehammer, in Norvegia, rimontrando dal dodicesimo posto (aveva 1"84 di ritardo da Thomas Stangassinger) ed arrivando secondo per soli 15 centesimi.
 
Nel 1994/1995 è la stagione dei trionfi. Il bolognese centra 11 successi e riporta in Italia la Coppa del Mondo, vent’anni dopo il successo di Gustav Thoeni. In più ai Mondiali della Sierra Nevada, Tomba conquista due medaglie d’oro, in gigante e in speciale anche qui con una clamorosa rimonta.
 
Dopo dieci anni di vittorie e sacrifici, Tomba comincia a pensare al ritiro. Ha vinto tutto
ormai. Ma non può mancare i Mondiali del 1997, al Sestriere. Non arriva in gran forma. Davanti a 30mila tifosi esce in gigante. Ma nello speciale conquista il bronzo in rimonta.
 
L’anno dopo alle Olimpiadi di Nagano resta vittima di una rovinosa caduta. Tomba chiude la sua carriera al termine della stagione, vincendo l’ultima gara a cui partecipa, lo speciale delle finali di Coppa del Mondo di Crans Montana.
 
Cinquanta gare vinte vinte in Coppa del Mondo, una coppa del mondo assoluta, quattro coppe del mondo di slalom speciale e quattro di slalom gigante.E un’infinità di medaglie. E un personaggio che resta nella storia dello sci e non solo.
 
Tomba era amato e si faceva amare. Era semplice e genuino. Come i tortellini della sua terra che echeggiavano nella parlata. I suoi strafalcioni in tv divennero celebri. Come divenne celebre – come flop colossale – l’improbabile film in cui compariva come agente di polizia.
 
Su tutto questo costruì la sua fortuna mediatica. Tomba era un personaggio – a volte da baraccone – in ogni cosa che faceva. Tomba, il "tribuno" sgrammaticato dello sci, era vicino al popolo. E il popolo era vicino a lui.
 
Persino chi non amava lo sci non poteva fare a meno di applaudire il colosso fra i paletti. E allo stesso tempo aspettare le strepitose dichiarazioni del fine gara. Insomma Tomba era una "bomba" mediatica supportata da grandi imprese sciistiche. Tanto che i suoi tifosi ne fecero persino un inno.
 
Amava – e ama – i soldi e la bella vita, Alberto Tomba. Celebri flirt con belle donne (Martina Colombari su tutte) e belle auto. Tonellate di denaro. In un vortice che lo ha portato dentro un’inchiesta della Guardia di finanza per evasione fiscale.
 
Oggi Tomba compie 40 anni. L’altro ieri, allo slalom della Val Badia, il pubblico lo ha riconosciuto e gli ha tributato un’ovazione. Come dire: il legame con il campione non si scorda mai. Ma stasera l’Albertone festeggerà il compleanno con una cena tra pochi amici. Senza le guasconate di un tempo, assicura. Beato chi ci crede… 
 
Eccovi  alcuni video tratti da youtube.com
 
 

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