Alpinismo

Antartide, missione sulle vette inviolate

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SYDNEY, Australia — Scalare e misurare l’altezza delle vette inviolate più alte dell’Antartide. Ecco l’obiettivo dell’ottava spedizione al Polo Sud dell’alpinista che conosce i segreti di quel luogo meglio di chiunque altro. Si tratta di Damien Gildea, l’australiano di 37 anni che ha dato il nome a uno dei ghiacciai antartici.

Da otto anni l’alpinista passa i suoi inverni tra i ghiacci e le cime dell’Antartide. Stavolta la  meta di Gildea sarà la Sentinel Range: la catena che ospita la cima maggiore del continente: il Mount Vinson (4.897 metri). Con lui partiranno due cileni (Camilo Rada, 26 anni; Maria Paz "Pachi" Ibarra, 28 anni) e un americano (Jed Brown, 23 anni).
 
La notizia è stata diffusa da The Poles. Per 60 giorni i 4 alpinisti esploreranno le regioni più remote e sconosciute del continente. Ne scaleranno i picchi più elevati, portando con sè un Gps  che consentirà loro di rilevarne l’altezza esatta.
 
La Sentinel Range, con i suoi numerosi picchi oltre i 4.000 metri, è una delle catene montuose più importanti dell’Antartide. Si trova a nord del Minnesota Glacier ed delle Ellsworth Mountains, e si sviluppa da nord ovest a sudest per circa 185 chilometri. Venne scoperta nel 1935, ma la prima spedizione esplorativa risale solo al 1958.
 
Primo obiettivo della spedizione è il Mount Rutford, a sud del Mount Vinson: dovrebbe essere la cima inviolata più alta della catena con un’altezza approssimata intorno ai 4.450 metri. Le sue pendici saranno raggiunte con gli sci dal campo base del Vinson e poi verrà scalato da ovest.
 
Verso la metà di dicembre la squadra si sposterà più a Nord, sull’Embree Glacier, in una zona che ha conosciuto passi umani solo per due volte nella sua vita. Gli alpinisti si cimenteranno i diverse scalate sulle vette che circondano il ghiacciaio, quasi tutte inviolate, e le misureranno con il Gps.
 
A gennaio gli alpinisti torneranno a piedi al campo base del Mount Vinson, scalando le cime inviolate più alte che incontreranno nel loro viaggio di ritorno: i monti Anderson, Giovinetto e Ryan.
 
La maggior parte delle spedizioni di Gildea sono state supportate dalla Omega Foundation, un’organizzazione non profit che promuove iniziative scientifiche, ambientali, formative e letterarie sull’Antartide.  Nel curriculum di Gildea ci sono un numero elevatissimo di prime salite sulle montagne dell’Antartide, che poi ha anche battezzato. E’ autore dell’unica opera esistente sull’alpinismo in Antartide: l’Antarctic Mountaineering Chronology (1998).
 
Sara Sottocornola

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