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Il Parco di Campo dei Fiori

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Tra gli ondeggianti pendii varesini, piccoli laghi e scure foreste, si ergono il Massiccio del Campo dei Fiori e il Massiccio del monte Martica, due gruppi montuosi delle prealpi lombarde, divisi al centro dalla Valle Rasa. Questo è il cuore del Parco dei Fiori, una brillante distesa verde delimitata a nord dalla Valcuvia, a sud dalla Valganna e dalla città di Varese.

Dai massicci principali si domina un panorama spettacolare, che va dalla Pianura Padana alle Alpi piemontesi, fino a raggiungere le Alpi svizzere in condizioni di particolare limpidezza. La cima più alta del gruppo montuoso è la Punta di Mezzo (1226 metri), che domina le valli varesine.

La morfologia del Massiccio del Campo dei Fiori è caratterizzata da due anime differenti: sul lato settentrionale, i pendii sono aspri, con sterili scarpate sulle rigide pareti verticali; il lato meridionale, invece, è una dolce discesa a valle, tra pendii morbidi e sinuosi. Le viscere della montagna sono un intricato susseguirsi di grotte e pozzi, un mondo da scoprire per tutti gli appassionati di speleologia.

Il parco offre un’ampia varietà di ambienti naturali, dagli antichi faggeti ai boschi di conifere, dai castagneti alle foreste di frassini, tigli e aceri montani. I campi sono colorati dai narcisi, dalle primule "orecchia d’orso" e dai gigli di San Giovanni. Degni di interesse sono anche le zone più spoglie dei prati aridi cresciuti su terreni calcarei, i cosiddetti "prati magri". Nel parco si trovano anche importanti fenomeni geologici, come le profonde forre della Val Ganna.

Curiose sono le "marmitte dei giganti", nel Vellone: la gola di questo torrente è stata scavata dall’acqua, acquistando una fisionomia del tutto particolare, con pareti liscie e disomogenee, intarsiate da piccole spelonche.

La fauna è composta da rapaci sia nidificanti, quindi stanziali, che in migrazione. Un esempio è lo sparviero, una rapace che può raggiungere i 35 centimetri di lunghezza, con un’apertura alare che non supera 80 centimetri. Ma stanziali sono anche il nibbio bruno, il falco pennacchiolo, la poiana, l’astore e il falco pellegrino. Tra i rettili, sono presenti sul territorio ramarri e biacchi. Ma non è difficile incontrare anche caprioli e cervi, le cui popolazioni negli ultimi anni sono aumentate nelle zone alpine. La presenza dei pipistrelli nel parco è particolarmente interessante, tanto che la Cee ha finanziato un programma di conservazione di questa specie a livello locale per il gran numero di varietà esistenti nell’area protetta.

All’interno del parco sono custodite anche testimonianze storiche, come il complesso Sacro Monte, un gruppo di monumenti risalenti per lo più al 1600, che rappresentano i momenti principali della vita di Cristo, o ancora la Rocca di Orino, un mastio risalente al XII secolo.

Immersi nella silenziosa quiete della natura, potrete percorrere uno dei numerosi sentieri che il parco offre, per ogni di escursione, dai percorsi per le mountain bike a quelli per gli amanti del nord walking. Le guide del parco vi guideranno anche in sella per mostravi le meraviglie della natura.

Domenica 16 settembre è prevista la traversata delle due cime, un itinerario che conduce dal monte Chiusarella alla Martica, partendo dalla Cava Donati e arrivando a Brizio. La diffocoltà è medio-alta sia per l’ecursione di mezza giornata che per quella di tutta la giornata.

Candida Cereda

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