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Parco delle Dolomiti Bellunesi

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Quando si dice che la forza della natura non ha limiti. Tutto è iniziato 200 milioni di anni fa, con la nascita delle Dolomiti Bellunesi. Col tempo ai giganteschi blocchi rocciosi, si sono affiancati boschi infiniti e ampie vallate, specchi d’acqua e gole impervie. Ognuna di queste bellezze è entrata a far parte dello splendido Parco nazionale, situato in Veneto.

Nato nel 1990, è compreso nei confini della provincia di Belluno. Il territorio si estende su una superficie di 31.512 ettari, tra i fiumi Cismon ad ovest e Piave ad est. I confini settentrionali e meridionali sono rispettivamente il bacino del Maé e il basso Agordino.

Ci sono due sentieri-natura che consentono di contemplare le bellezze del parco. Il primo è quello che si snoda nella Val Falcina, un’incisione fluvio-torrentizia dal tipico profilo a "V", nella quale è situato un lago. Il secondo si trova invece nella Val di Canzoi, attorno al Lago della Stua.
 
Entrambi i percorsi sono caratterizzati da un’intenso paesaggio vegetale. Numerosi sono i sentieri a tema come i "cadini del Brenton", 15 profonde cavità scavate dalle acque del torrente da cui la via prende il nome. Anche la rete sentieristica del CAI è molto sviluppata, con 52 sentieri e 5 vie ferrate.
 
Una delle peculiarità di quest’oasi è la presenza di svariati accessi naturalistici, fra cui la Valle dell’Ardo. L’Ardo è il nome del torrente da cui la forra prende il nome e che ha svolto un ruolo portante nell’evoluzione morfologica della vallata.
 
Altro ambiente caratteristico è la conca di Caiada, racchiusa da una cerchia di monti (Cimon, Cime di Caiada e Cirvoi) alla base di un fondo ondulato in cui convergono una miriade di corsi d’acqua. Interessante è soprattutto l’origine della conca, che si pensa sia dovuta al distacco di un’imponente frana dalle Cime di Caiada durante l’ultima glaciazione (25-30 mila anni fa).
 
Indimenticabili per la loro bellezza sono i Circhi delle Vette, alte conche nivali sospese e solitarie, l’Altopiano carsico Erera – Piani Etern, e la Val del Mis, un profondo canyon modellato nell’era glaciale. Questi sono solo alcuni degli ambienti caratteristici contenuti nel territorio protetto.
 
Il parco si distingue anche perchè al suo interno ci sono una serie di spazi naturali unici, a partire dall’abiteto della Val del Grisol, un esteso bosco di abete bianco, e dalle masiere di Vedana, una curiosa distesa di detriti e massi, esempio affascinante di una natura selvaggia. Per le sue pianti secolari, la riserva è stata anche meta di tanti botanici fin dal 1700. Tra le specie di pregio ci sono boschi submontani, faggete e pinete.
 
Il territorio è popolato anche da una grande varietà di animali: oltre ai 3000 camosci e i 2000 caprioli, si possono scorgere farfalle diurne e coleotteri carabidi.
 
Esplorando l’oasi, ci si accorge dell’importanza dell’acqua nel sostentamento di flora e fauna. Essa si presenta nelle forme più svariate, dalle zone umide (come i prati paludosi e i cuscini di muschi) alle spumeggianti cascate. Dove non c’è l’acqua ci sono boschi e praterie immense dai fiori colorati e profumati. A quote alte, ma non solo, sono collocati gli spettacolari ambienti rocciosi delle Dolomiti Bellunesi.
 
Sentieri, edifici e manufatti sono i segni della presenza e del lavoro nell’uomo nel parco veneto. Basti pensare a Mandriz, Val Vachera, Pian de le Stèle. Nel contempo, l’abbandono di molti impieghi agro-silvo-pastorali ha ridotto le frequentazioni della montagna e ha accentuato la distanza tra lo spazio abitato del fondovalle e i monti.

Valentina Corti  
 
Per maggiori informazioni consultare il sito www.dolomitipark.it

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