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Scoperto in Antartide un minerale presente su Marte

Ampie calotte di ghiaccio nel lontano passato del Pianeta Rosso

Marte, il Pianeta Rosso, sarebbe stato caratterizzato, in un lontano passato, dalla presenza di ampie calotte di ghiaccio. La rivelazione arriva direttamente dalle profondità dei ghiacciai dell’Antartide. Una ricerca internazionale condotta da ricercatori Italiani, USA, UK e Hong Kong, coordinata dal gruppo di Glaciologia dell’Università di Milano-Bicocca (Giovanni Baccolo, Barbara Delmonte, Valter Maggi) ha permesso infatti di identificare per la prima volta in Antartide la formazione di un minerale rilevato sulla superficie marziana nel 2004: la jarosite (solfato idrato di ferro e potassio).

I risultati dello studio sono stati pubblicati sulla rivista scientifica “Nature Communications”.

Le antiche calotte glaciali di Marte

Come si legge nel comunicato stampa ufficiale dell’Università di Milano-Bicocca, la scoperta da parte del Rover Opportunity della NASA di ampi giacimenti di jarosite su Marte fu a suo tempo un traguardo scientifico fondamentale poiché la formazione di questo minerale richiede la presenza di acqua liquida. Tuttavia, all’epoca della scoperta non era ancora chiaro come questi depositi si fossero creati. Una delle possibili spiegazioni, coerente con le dimensioni e le caratteristiche di tali depositi, prevede la presenza su Marte di antiche calotte glaciali di grandi dimensioni, ricche di polveri, in diverse regioni del pianeta.

Questa ipotesi ha trovato ora una prima conferma diretta grazie allo studio condotto presso il laboratorio di Glaciologia EUROCOLD LAB dell’Università di Milano-Bicocca, in stretta collaborazione con il laboratorio di Houston della NASA (USA), il sincrotrone Diamond Light Source (UK), l’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare, l’Università di Roma Tre e l’Università di Hong Kong.

I dettagli dello studio

Grazie all’applicazione congiunta di diverse tecniche analitiche d’avanguardia (spettroscopia di assorbimento di raggi-X, fluorescenza a raggi-X e microscopia elettronica a scansione e trasmissione), è stata osservata la formazione di cristalli di jarosite nella parte più profonda della carota di ghiaccio perforata nel sito di Talos Dome (Antartide Orientale). Tale perforazione, diretta dal professor Massimo Frezzotti del Dipartimento di Scienze dell’Università Roma Tre, ha raggiunto una profondità nel ghiaccio di oltre 1600 metri e attraversa un intervallo di tempo di almeno 300mila anni. La carota di ghiaccio è stata recuperata tra il 2004 e il 2007 nell’ambito del progetto a guida italiana TALDICE (www.taldice.org), finanziato dall’Unione Europea con il supporto del Programma Nazionale di Ricerca in Antartide.

I ricercatori hanno dimostrato che il meccanismo capace di spiegare la formazione della jarosite a Talos Dome è la trasformazione chimica e mineralogica delle polveri minerali intrappolate nel ghiaccio profondo, a oltre 1000 metri di profondità e dove la temperatura è di circa -10°C. A tali condizioni l’acqua liquida necessaria per la precipitazione della jarosite è presente sotto forma di soluzioni acide concentrate il cui punto di congelamento è molto inferiore rispetto alla temperatura di congelamento dell’acqua pura.

Dalle profondità antartiche dettagli sul clima di Marte

“I campioni di ghiaccio della perforazione di TALDICE – spiega Massimo Frezzotti – oltre a ricostruire il clima degli ultimi 300 mila anni hanno permesso di ipotizzare le condizioni climatiche di Marte nel lontano passato“.

“La scoperta – afferma Giovanni Baccolo – è destinata a rivoluzionare l’interpretazione dell’origine dei diffusi depositi che contengono jarosite su Marte. Sebbene oggi scomparsi, sembra che gli antichi ghiacciai marziani e il pulviscolo minerale intrappolato in essi, abbiano lasciato una traccia geologica evidente sul Pianeta Rosso, a testimonianza di vicende climatiche avvenute in un remoto passato”.

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