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Alluvioni, frane e alto rischio valanghe. Italia nella morsa del maltempo

Nel corso del weekend l’Italia si è ritrovata nella morsa del maltempo. Gravemente colpite le regioni del Nord, in particolare Veneto, Trentino-Alto Adige, Friuli-Venezia Giulia e Lombardia, ma anche la Versilia e l’Emilia Romagna, dove si sono verificati allagamenti, esondazioni e frane. Strade interrotte e ponti crollati stanno rendendo la viabilità estremamente complessa soprattutto nel Bellunese.

Sulle Alpi la neve ha proseguito a cadere in maniera intensa, anche a quote basse. Gli accumuli più importanti, tra 2 e 3 metri, si registrano sulle regioni orientali. In Alto Adige la ferrovia del Brennero è rimasta ferma tra Bolzano e il confine di Stato per motivi di sicurezza, ovvero rischio valanghe, caduta di alberi o massi. Solo questa mattina è stata riaperta l’autostrada del Brennero, chiusa da sabato sera per motivi di sicurezza tra Vipiteno e il confine di Stato.

Anche in Appennino si sono registrati disagi. Un operaio è morto nel Potentino, a Pignola, travolto dall’acqua che lo ha trascinato in un canale. Nella giornata odierna persisterà l’allerta rossa su parte del Veneto, Friuli, Emilia Romagna e provincia di Bolzano. Per il giorno dell’Immacolata non si prevedono tregue.

Centinaia di interventi di soccorso

In 48 ore sono stati centinaia gli interventi dei Vigili del Fuoco e Protezione Civile, impegnati a prestare soccorso alla popolazione, rimuovere detriti e alberi divelti, arginare le frane e intervenire a supporto di abitazioni e aziende isolate dal fango o dalla neve.

Si è proceduto al contempo ad un costante monitoraggio dei principali fiumi delle regioni settentrionali. Purtroppo non sono mancate le esondazioni. Il Panaro nel modenese ha portato alla evacuazione di 60 famiglie e al cedimento di un sostegno in pietra del ponte Samone.

A Gosaldo, piccolo villaggio del bellunese, il crollo di un ponte ha visto finire nelle acque del torrente sottostante un mezzo dei Vigili del Fuoco, fortunatamente illesi in quanto allontanatisi dal mezzo poco prima dell’evento. Ne è conseguito l’isolamento della frazione di Rent. A Vicenza in zona Settecà e a Torri di Quartesolo alcune famiglie sono stati evacuate a seguito della esondazione della roggia Caveggiara. Diverse le famiglie evacuate a causa della fuoriuscita del Meduna nel pordenonese.

Secondo stime della Coldiretti, il Po si sarebbe alzato di 2,5 metri in 24 ore. A preoccupare tra sabato e domenica anche i fiumi Piave e Tagliamento che fortunatamente hanno iniziato in queste ore a scendere lentamente dopo aver raggiunto l’ondata di piena.

In Emilia e Veneto è stato richiesto lo stato di emergenza. Il Governatore del Veneto Luca Zaia ha esortato a non recarsi nelle Dolomiti Bellunesi per il ponte dell’8 dicembre. Piogge, nevicate e smottamenti (si contano almeno 100 frane) creano infatti disagi a comunicazioni e viabilità.

Con la neve sale il rischio valanghe

Le abbondanti nevicate ancora in corso sulle Alpi stanno portando ad un sensibile aumento del rischio valanghe, stimato – come informa il CNSAS Veneto – fino al grado molto forte (5) sulle Dolomiti, e forte (4) sulle Prealpi con la possibilità di distacchi spontanei e diffusi. “Ci uniamo all’appello delle amministrazioni e degli enti preposti nella richiesta di non muoversi, se non in caso di estrema necessità”.

Il Sindaco di Auronzo di Cadore, Tatiana Pais Becher, ha invitato tramite un post Facebook a non mettersi in viaggio verso Misurina e Auronzo, in quanto “a causa del crollo della carreggiata della SP48 delle Dolomiti in località Somprade la strada che porta a Misurina, già chiusa da ordinanza di Veneto Strade, non è più transitabile nemmeno dai mezzi di soccorso”.

Medesima situazione si registra in Trentino- Alto Adige e Friuli-Venezia Giulia, dove il rischio valanghe risulta essere attualmente di grado 4 tendente al 5, a causa dei metri di neve caduti in quota e non ancora consolidati.  In via preventiva, sei famiglie sono state evacuate a Monclassico, in val di Sole, per il pericolo valanghe.

L’allerta valanghe resta alta anche sulle montagne del bresciano, dove nella giornata di ieri una slavina si è staccata nei pressi del Balzena. Nel lecchese il Soccorso Alpino avvisa di un crescente rischio valanghe da criticità ordinaria gialla a moderata arancione. “Le ulteriori nuove precipitazioni nevose determinano un incremento e sovraccarico del manto nevoso soprattutto oltre il limite del bosco, dove sono già presenti, in conche, canali e avvallamenti, notevoli accumuli e lastroni da vento. Alle quote più elevate il distacco di lastroni di dimensioni grandi e molto grandi sarà diffuso. A quote inferiori sono altresì possibili frequenti scaricamenti e valanghe di medie dimensioni anche fondo. Il distacco di lastroni è probabile già al passaggio di un singolo escursionista”.

Quando finirà il maltempo?

Dovremo attendere giovedì per tirare un sospiro di sollievo (tranne che sulle regioni tirreniche, dove le piogge continueranno a cadere copiose). Per la giornata di domani, come anticipato, si prospettano ancora tanta neve su Alpi e Appennini e pioggia intensa da Nord a Sud.

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