Mostre e convegni

Grande successo per la mostra dedicata al K2 e al popolo del Karakorum al Meeting di Rimini

Grande successo per la mostra virtuale presentata al Meeting di Rimini “SIAMO IN CIMA! LA VETTA DEL K2 E I VOLTI DI UN POPOLO” curata da Agostino Da Polenza e Michele Cucchi. Dal 18 agosto al 23 agosto, mentre si svolgeva il meeting, l’esposizione è stata visitata da oltre 14.000 persone, in più di 2000 attraverso i webinar. Per questo è stato deciso di prolungare la possibilità di visitarla fino alla fine di settembre al sito https://www.meetingrimini.org/edizione-2020/mostre/siamo-in-cima-la-vetta-del-k2-e-i-volti-di-un-popolo/

La mostra

La mostra racconta attraverso immagini e interviste l’impresa compiuta nel 2014 a sessant’anni da quella della spedizione di Ardito Desio che ha raggiunto per la prima volta la cima del K2 il 31 luglio del 1954. Michele Cucchi ha raggiunto la vetta del K2 assieme agli scalatori pakistani, Agostino Da Polenza dal Campo Base ha organizzato insieme a Taqi, capo spedizione pakistano, la salita al K2 per la prima volta di scalatori pakistani. Questa è il fatto originale della spedizione del 2014, che dopo sessant’anni in cui i pakistani sono stati i portatori delle diverse spedizioni internazionali sono diventati protagonisti, salendo in vetta alla “loro” montagna.

La mostra ha molto colpito i visitatori del Meeting – quest’anno con strumenti virtuali ma quanto mai reali- per l’umanità che comunica e che è quanto mai appassionante e coinvolgente. E l’umanità che emerge in ogni stanza della mostra ha due dimensioni di grande importanza: la prima è la passione per la montagna, l’amore alla sua bellezza e alla sua maestosità; la seconda è la dimensione di amicizia di cui è fatta questa passione. Nell’esperienza di Michele Cucchi e Agostino Da Polenza gli altri sono implicati in modo originario, la loro non è una avventura solitudine o una performance individuale ma è un’esperienza personale e nella vita di una persona vera il rapporto con gli altri è fondamentale. Un pensiero va anche a Stefania Mondini che ha collaborato a questa mostra dando un grande contributo di umanità, l’umanità con cui lei viveva il rapporto con la montagna e gli uomini che tentano di realizzare il loro sogno.

Significativo e ricorrente il termine “sogno” che si ritrova dall’inizio della mostra e la percorre in tutto il suo cammino: con questo termine si indica il desiderio dell’uomo che spinge ad impegnare tutto della vita così che si compia. E’ il desiderio che porta in cima al K2 ma, come ha ripetuto più volte Michele Cucchi intervenendo al Meeting di Rimini, è il desiderio che porta ogni persona in vetta alle sua cime quotidiane. Qui sta il fattore in più della mostra, che parla a tutti, a chi è capace di andare in montagna e a chi in montagna non ci va. Parla a tutti con un linguaggio semplice e un messaggio diretto: ogni uomo ha il suo K2 in cima al quale andare, è il suo K2 e può raggiungerlo solo lui, impegnando le sue energie e seguendo il suo cuore. Così quella presentata al Meeting di Rimini è una mostra che parlando di montagna e di alte quote si è rivolta all’uomo, ad ogni persona perché coltivi i propri desideri fino a compierli. Così potrà fare l’esperienza che ha fatto Michele Cucchi in cima al K2: in una classe, in un ufficio, in una famiglia, in mezzo ai suoi amici potrà sperimentare la pienezza di quando un desiderio si realizza. E potrà con la stessa intensità dire: “Ho ricevuto tanto, ora il compito che mi è affidato è quello di restituire a chi incontro!

Un aiuto al popolo pakistano

Cucchi e Da Polenza sono così legati e coinvolti con il popolo pakistano del Karakorum da sentire la loro povertà di oggi fino a lanciare una raccolta di fondi per poter organizzare in autunno una spedizione che porti riso ed altri generi alimentari tra quella gente, nei loro villaggi.

Chiunque voglia partecipare a questo gesto di solidarietà può farlo partecipando alla raccolta fondi di Cuore Attivo Monterosa (https://buonacausa.org/cause/cuoreattivomonterosa). Tutto il ricavato verrà utilizzato per acquistare riso e altre derrate alimentari da portare in Pakistan. E il risultato sarà immenso: molti bambini, molte mamme, gli anziani e i lavoratori oggi in difficoltà non solo avranno da mangiare, ma torneranno, anche a sperare nel futuro.

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