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Integralissima di Peuterey: prima ripetizione per Filip Babicz in sole 17 ore

Venerdì 31 luglio l’alpinista polacco Filip Babicz ha messo a segno la prima ripetizione e prima solitaria dell’Integralissima di Peuterey, sul Monte Bianco.

Ieri, il 31 luglio ho salito in solitaria la “Cresta più lunga delle Alpi” nella sua interezza” scrive sui social Babicz al termine dell’impresa, corredando il racconto di scatti che mostrano la sua felicità in alta quota. La soddisfazione dipinta sul suo volto deriva dall’aver messo a segno in un sol colpo la prima ripetizione di questa variante della Cresta di Peuterey, per di più in solitaria.

La variante affrontata da Filip ha inizio dal fondovalle, dove la cresta “nasce nei pressi del Torrente di Frêney, circa a 1840 m di altitudine, attraversando poi le creste di Mont Rouge, Tête de Chasseures, Aiguille Noire, Dames Anglaises, Aiguille Blanche, Grand Pillier d’Angle, Monte Bianco di Courmayeur fino alla vetta del Monte Bianco 4810m”.

Due vette in più dell’integrale classica

“Per quanto riguarda i numeri questa cresta non ha concorrenza nelle Alpi – sottolinea il polacco -. 8000 metri di sviluppo, oltre 4000 metri di dislivello positivo, 900 metri di corde doppie. Rispetto alla variante della Cresta di Peuterey più nota, la classica Integrale, si aggiunge l’attraversamento di 2 cime: Mont Rouge e Tête de Chasseures. Per fare un paragone tra l’Integrale e l’Integralissima a livello di ingaggio, di lunghezza e di difficoltà è come se si dovesse salire la tanto famosa quanto temuta cresta sud dell’Aiguille Noire, il tratto chiave dell’intera salita, per 2 volte prima di attaccare il seguito. Infatti la cresta di Mont Rouge non ha niente da invidiare alla sorella maggiore. E il tempo e impegno necessari per attraversarla sono praticamente identici”.

La salita è stata effettuata in totale autonomia, portando con sé tutto il materiale dal fondovalle, “e senza conoscere la seconda parte, dall’Aiguille Noire al Monte Bianco di Courmayeur”.

47 anni dalla prima salita

“L’Integralissima di Peuterey, concepita dalla natura, sognata già da Preuss nel 1913, è stata salita per la prima volta dalla cordata tedesca Braun – Elwert e Kirmeier in 3 giorni nel 1973 racconta Babicz -. Dopo una precedente salita della classica Integrale. Da allora non è stata mai ripresa. Solo ora, 47 anni dopo è arrivata la prima ripetizione, stavolta in solitaria e in sole 17 ore“.

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5 Commenti

  1. Eh ma la montagna non è fatta X i record, si va piano , in silenzio, non è un luna park… bla bla bla ma andate a c….
    Questi sono solo da ammirare! Complimenti e basta.

  2. Una considerazione.
    Secondo me dovunque, anche se “appaiono” nello stesso modo, bisogna cercare di distinguere quelli bravi dai brocchi e io di quelli bravi voglio sapere come fanno ad essere bravi.
    Altrimenti diventiamo tutti dei gran pecoroni o all’americana dei followers.
    Io non ammiro nessuno, però tendo sempre ad imparare. 🙂

  3. Certamente una gran cavalcata!!
    Ma cosa cambiava se al posto di salirla in 17 ore , ne impiegava 1 giorno o più !!
    Sicuramente ne avrebbe colto di più l’essenza più pura della montagna .. ….invece di guardare l ‘orologio….
    Ma non faceva gran notizia…..
    Posso sbagliare ma la penso così.

  4. Ho saputo oggi che ci sono gli spit sulla Ratti e quelli che inseguono record scendono da lì : altro pianeta, altra roba !.
    Sarebbe meglio sapere le cose prima di apprezzare una salita.

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