Cronaca

Cala Cimenti: “Sono positivo al tampone per covid-19”

L’alpinista e sciatore estremo Cala Cimenti è risultato positivo al coronavirus, a darne notizia lui stesso sui suoi canali social spiegando di avere un focolaio di polmonite al polmone destro.

Mi hanno fatto raggi x e tampone l’altro ieri e poi mi hanno tenuto in isolamento ed osservazione tutta la notte e la mattina hanno reputato il mio caso non così grave da dovermi ricoverare, così mi hanno rispedito a casa con una terapia da seguire con la raccomandazione di tenere tutto sotto controllo e di chiamare se le cose peggiorassero” racconta Cala, che nei giorni scorsi aveva annunciato la cancellazione del suo progetto alpinistico in Himalaya proprio per l’emergenza sanitaria. “Ora è il momento di fare una scelta coraggiosa: rimanere a casa! Sì, perché per chi, come me, fa o cerca di fare, di questa attività una professione, queste sono scelte difficili ma è doveroso compierle. Ora è il momento di rimanere vicino ai propri cari, rimanere fermi, chiusi in casa il più possibile” scriveva il 10 marzo scorso Cimenti. Oggi le sue parole sono queste: È curioso come le prospettive e i valori cambino così rapidamente”.

Penso con commozione a quando, ieri mattina, la dottoressa mi ha detto che potevo tornare a casa, a quando ho subito chiamato Patata e abbiamo pianto di felicità insieme. Adesso la mia attenzione non è più al chilo o meno che ho preso per poter volare quella vela o no, ma è fissa alle tacchette del termometro, ad ogni respiro che non deve essere peggio di quello precedente. E così vado avanti, giorno dopo giorno. Il mio obiettivo ora non è arrivare in cima a una montagna, ma arrivare al giorno dopo nelle stesse condizioni attuali o, magari, anche un pochino meglio. Comunque, oggi è il mio ottavo giorno di malattia e ci sono ancora! Non mollo! In tutto questo poi c’è anche Patata (Erica, la moglie, ndr), pur avendo vissuto sempre insieme a me da quando tutto è iniziato ed avendo avuto febbre e altro, non le fanno il tampone. Questa mattina per fortuna non aveva più la febbre, speriamo che lei l’abbia fatto meglio di me, ora poverina le tocca accudirmi)”.

Facciamo gli auguri di una pronta guarigione a Cala Cimenti, che ha affrontato tante sfide sulle montagne. Siamo certi che combatterà anche questa con la forza e determinazione di sempre.

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7 Commenti

  1. Beato te che ti han visitato e coccolato.
    Qui in bergamasca il numero dei malati è così enorme che, se non sei molto grave e quasi non respiri, nemmeno riescono a farti entrare in un ospedale per essere visitato.

  2. Più che una scelta coraggiosa mi sembra una scelta obbligatoria, in tutti casi tanti auguri di una pronta guarigione.

  3. Sommersi da fiumane di parole, pochi ci dicono qualcosa. Queste sono le prime parole di uno che sta provando il male. Aspetti strani: non le fanno il tampone. C’è una Sanità a due velocità?

  4. Riporto anche qui un commento scritto altrove.

    Mi spiace per lui che ha il virus, ma è giovane.
    Mi da molto fastidio questo modo di mettersi in mostra: qua in bergamasca la situazione è talmente parossistica che si entra in ospedale solo quando si è quasi morti e si sta da soli finché si muore e lui è stato come coccolato.
    Tutti si stanno facendo un “culo” pazzesco senza fare del vittimismo che considero gratuito.
    Ma forse lui è così, non so.

  5. Capisco che questa situazione abbia innescato meccanismi di autodifesa talvolta esagerati, ma prendersela con una persona ammalata è sempre segno di stupidità ed egoismo, parlare di mettersi in mostra, non mi sembra questo il caso, come non ci vedo nulla di inappropriato in questo articolo postato nella pagina di Montagna. it.
    Si spera sempre che almeno nei momenti difficili prevalga la solidarietà, e criticare spesso a cazzum è la scelta preferita da molti.

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