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Alta quota

Andrea Lanfri in vetta al Putha Hiunchuli (7.246 m)

Andrea Lanfri ha raggiunto la vetta del Putha Hiunchuli (7.246), in Nepal, accompagnato dalla guida alpina Luca Montanari.

“Ce l’hanno fatta: Luca e Andrea stanotte hanno raggiunto la vetta dello Hiunchuli. Un grandissimo traguardo per Andrea, che ancora una volta ci ha dimostrato che non esistono limiti, ma solo opportunità, si legge nell’annuncio del 26 ottobre a cura dell’agenzia Xtravels.

L’atleta paralimpico lucchese continua a dimostrare la sua perseveranza nel raggiungere, uno dopo l’altro, gli obiettivi di questo 2019 che lo vede in preparazione intensa per la sua avventura d’alta quota in programma per il 2020: l’ascesa dell’Everest.

Putha Hiunchuli, il primo 7000 di Lanfri

Il Putha Hiunchuli, conosciuto anche con il nome di Dhaulagiri VII, ha rappresentato il primo Settemila salito da Andrea Lanfri. Un ottimo terreno per testare la resistenza e le prestazioni delle protesi, suo supporto nelle sfide in quota che rappresentano una rivalsa contro la meningite con sepsi streptococcica.

Una montagna che non si è lasciata avvicinare facilmente dai due alpinisti. Il meteo avverso ha rallentato i programmi del team, senza scalfire la voglia di farcela.

“Non è la prima volta che mi trovo di fronte a sfide del genere, ma qui in Nepal, arrivati a quota 6300 metri, se guardo in alto ci sono altri mille metri di dislivello da scalare, non un gioco da ragazzi. A metterci i bastoni tra le ruote ci hanno pensato il vento e la neve, che hanno imperversato negli ultimi giorni rendendo l’impresa e la tabella di marcia ancor più faticosa di quanto già non sia”, scriveva Andrea il 21 ottobre.

“Mantenere il ritmo previsto dal programma non è stato semplice, ma noi siamo ossi duri e ci siamo messi alle spalle tutte le tappe di avvicinamento prima della progressione verso la vetta. Abbiamo deciso di riposarci un paio di giorni per poi partire verso i 7300 metri, meteo permettendo. Adesso, infatti, il problema più urgente da superare è il maltempo. Non appena la situazione migliorerà partiremo per la cima dell’Hiunchuli, c’è solo da sperare che il bel tempo torni il prima possibile per non sprecare i giorni a nostra disposizione. Ho una voglia matta di piantare una nuova bandiera e prendermi l’ennesima rivincita sulla meningite”.

Il bel tempo ha fatto capolino a metà della scorsa settimana, quando dalle parole di Lanfri iniziava ormai a trapelare una certa malinconia. Il sole continua a mancare a queste latitudini e il meteo, unica mia vera preoccupazione alla partenza, conferma di essere il solo grande ostacolo tra me e il mio obiettivo”, le sue riflessioni del 24 ottobre.

La neve di lì a poco ha smesso di cadere. Il vento non ha accennato a placarsi ma non si è reso sufficiente a bloccare i loro piani di salita.

Il 25 hanno raggiunto C2, nonostante il tempo perturbato. Con un solo pensiero fisso: la cima.

“E’ il momento dell’attesa, di resistere: il più difficile ma, allo stesso tempo, quello più “mistico”. Le ore che separano gli alpinisti dalla probabile vetta sono sempre molto dense, avvolgenti, abbondanti”, racconta l’aggiornamento da C2 di Xtravels.

“Si dispongono a caso, tra passato e futuro, con il presente che fa da ponte tra il “qui e ora” e i nuovi obiettivi che verranno. Ore potenti, dove anche i sogni più irrealizzabili sono ad un passo dal possibile”.

Un passo che Andrea e Luca sono riusciti a compiere con tenacia, trasformando il sogno in realtà.

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