Cronaca

Val Codera, dal recupero di una baita nasce il Bivacco Fasciolo sul Sentiero Roma

All’Alpe Averta, a 1932 metri di quota, è stata recuperata una vecchia baita che offrirà sei posti letto agli escursionisti lungo uno dei trekking più celebri delle Alpi.

In Val Codera è stato inaugurato il nuovo Bivacco Fasciolo, struttura ricavata dal recupero di una baita all’Alpe Averta (1932 metri) e destinata a diventare un punto d’appoggio per gli escursionisti lungo il Sentiero Roma, uno degli itinerari più noti delle Alpi lombarde.

Nel ricordo di Enrico Fasciolo

La cerimonia inaugurale si è svolta domenica 31 maggio e ha riunito oltre 130 persone che hanno affrontato il lungo avvicinamento a piedi, di circa cinque ore di cammino. Il bivacco è dedicato alla memoria di Enrico Fasciolo, ingegnere bresciano, capo scout e componente del coro alpino “Le Rocce Roche”, scomparso prematuramente nel 2017 in un incidente stradale all’età di 54 anni.

L’intervento ha consentito di recuperare una baita storica dell’Alpe Averta, trasformandola in una piccola struttura capace di offrire sei posti letto. La posizione è particolarmente strategica per chi percorre il Sentiero Roma, il celebre itinerario concepito dal CAI Milano a partire dal 1928 che collega la Val Codera alla Valmalenco attraversando l’intera testata della Val Masino. Un percorso di circa 54 chilometri che si sviluppa prevalentemente attorno ai 2500 metri di quota e richiede normalmente dai tre ai cinque giorni di cammino.

L’iniziativa è nata grazie alla volontà della famiglia Fasciolo che, attraverso una donazione, ha sostenuto il progetto promosso dalla Fondazione e dall’Ente Educativo Monsignor Andrea Ghetti – Baden, realtà da tempo impegnate in attività sociali e formative in Val Codera. Il coordinamento del cantiere è stato affidato al presidente Roberto D’Alessio e al project manager Carlo Valentini. Il progetto architettonico porta invece la firma di Stefano Girodo e Lorenzo Serafin dell’associazione culturale Cantieri d’alta quota, impegnata da anni nella valorizzazione del patrimonio costituito da rifugi e bivacchi alpini.

La Val Codera

La scelta della Val Codera non è casuale. Questa valle, che conserva ancora oggi il carattere di territorio isolato e selvaggio, non è raggiunta da strade carrozzabili: i collegamenti si interrompono infatti a Novate Mezzola, poco sopra i 300 metri di quota, lasciando ai sentieri il compito di collegare gli abitati e gli alpeggi. Un contesto che nel corso del Novecento ha favorito anche il radicamento dello scoutismo, arrivato in valle durante gli anni della clandestinità imposta dal regime fascista e cresciuto grazie a un forte legame con la popolazione locale.

Durante la cerimonia, dopo la benedizione impartita da don Lorenzo Bacchetta, si sono alternati gli interventi dei promotori del progetto, accompagnati dai canti del coro “Le Rocce Roche”. Silvia Fasciolo ha presentato un pannello commemorativo collocato all’interno della struttura, dedicato al fratello Enrico e arricchito dalla testimonianza di una giovane scout che ne ricordava il sostegno ricevuto durante un difficile cammino.

Particolarmente significativo l’intervento di Luca Gibello, presidente di Cantieri d’alta quota, che ha sottolineato il valore culturale e memoriale dei rifugi alpini ricordando come “una comunità civile che non rammemora è una comunità che non ha futuro”. Più raccolto invece il messaggio di Enrico Calvo, responsabile delle basi scout della Val Codera, che ha invitato i presenti al silenzio per ascoltare le voci della montagna.

L’inaugurazione rappresenta inoltre soltanto il primo passo di un progetto più ampio. L’Alpe Averta ospita infatti una quindicina di edifici rurali abbandonati, inutilizzati da oltre mezzo secolo dopo la cessazione delle attività di pascolo. Accanto al bivacco appena inaugurato è già previsto il recupero di un secondo fabbricato, destinato a funzioni di supporto e magazzino. Per sostenere il proseguimento dei lavori è stata avviata una raccolta fondi attraverso l’Ente Educativo Monsignor Andrea Ghetti – Baden.

Tags

Articoli correlati

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Back to top button
Close