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Autunno in Himalaya: tutti al Manaslu, ma le gradi sfide sono all’Everest

È ufficialmente Manaslu mania. La stagione alpinistica autunnale in Himalaya si concentrerà, almeno per quanto riguarda i numeri, sull’ottava montagna della Terra.

Secondo quanto diffuso dal Ministero del Turismo nepalese, saranno in 400, inclusi gli sherpa, ad affollare il campo base, dati che ricordano molto quelli dell’Everest in primavera. Il timore è che possano ripresentarsi casi di code e rallentamenti in salita, ipotesi non così lontana considerando che in autunno le finestre di bel tempo sono più rare e le condizioni delle montagne più complesse a causa delle nevicate monsoniche.

Di progetti da segnalare c’è il tentativo di discesa con gli sci dell’italiana Cristina Piolini, che non è però una prima (già stata segnata da Cala Cimenti del 2011).

Al Manaslu è appena arrivato anche Nirmal Purja per inaugurare la terza fase del suo progetto alpinistico che consiste nello scalare tutti i 14 Ottomila in sette mesi (utilizzando l’ossigeno supplementare). Dopo, ad attenderlo, ci saranno il Cho Oyu e lo Shisha Pagma, dove le cose si faranno complicate dal punto di vista burocratico con la Cina non intenzionata a rilasciare i permessi di scalata per l’autunno. Per bypassare in parte il problema, pare che Nirmal abbia in mente di salire il Cho Oyu dal poco frequentato versante nepalese. Rimane il nodo Shisha.

Al campo base troviamo anche Stefi Troguet, che tenterà di salire senza ossigeno il suo secondo 8000, come ci aveva svelato a fine agosto.

Al Dhaulagiri per un nuovo record

Al Dhaulagiri troviamo Sergi Mingote, deciso a riaprire la sua partita con i giganti della Terra mettendo in piedi un nuovo record di difficile interpretazione (e soprattutto conteggio): 14 Ottomila in 1000 giorni. Ne abbiamo parlato ieri.

Un’altra squadra spagnola è al Dhaulagiri, quella di Carlos Soria. L’ottantenne è a caccia del suo 13esimo 8000, speriamo che possa riuscirci.

Le sfide all’Everest

Le sfide interessanti si svolgeranno all’Everest.

Abbiamo già raccontato di Andrzej Bargiel. Il polacco è intenzionato, dopo essersi portato a casa l’incredibile risultato della prima discesa integrale con gli sci del K2 senza utilizzo di bombole d’ossigeno, a ripetersi sull’Everest. Al momento è arrivato al campo base e inizia la fase di acclimatamento.

Ai piedi del Tetto del Mondo c’è anche Killian Jornet, i cui piani rimangono ancora oscuri e anzi si infittiscono di mistero. Inizialmente, le agenzie nepalesi avevano spifferato di un nuovo tentativo di il record di velocità, ma oggi voci sempre più insistenti parlano della volontà del catalano di aprire una nuova via. A questo punto non resta che attendere che Jornet mostri le proprie carte, di certo è stato bravo a ingolosirci.

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3 Comments

  1. Non avete citato la spedizione italo-svizzera di Marco Camandona, Cazzanelli François, Emrik Favre, Francesco Ratti e Andreas Steind. Tra l’altro i loro obiettivi sono molto interessanti, infatti prima vorrebbero salire il Pangpoche per poi tentare il nuovo record sul Manaslu.

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