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Stefi Troguet, col rossetto in cima al mondo

Fino a qualche mese fa il suo nome era semisconosciuto nel mondo dell’alpinismo, molto più nota lo era invece tra i frequentatori dei social network. Su Instagram infatti, la giovane andorrana Stefi Troguet, conta quasi 30mila follower appassionati che seguono ogni giorno i suoi allenamenti, i cambi d’abito (sempre sportivi), e le salite alpinistiche. Poi, lo scorso 4 luglio, eccola in cima al Nanga Parbat. Dal nulla, come un fulmine a ciel sereno questa ragazza, classe 1992, proveniente da uno dei Paesi più piccoli d’Europa si è conquistata un suo spazio nel mondo dell’alpinismo himalayano.

Da zero a ottomila metri, con stile, Stefi è diventata “l’alpinista con il rossetto”. Le sue labbra carnose sono infatti sempre perfette, anche dove l’aria si fa rarefatta. Mette allegria, affascina e seduce vedere una così posata figura in cima alla regina delle montagne. Ecco allora che siamo andati a cercarla per scoprire qualcosa in più su questo nuovo nome che da poco ha fatto la sua comparsa tra le cime più alte della Terra.

 

Stefi, toglici subito una curiosità. Come mai porti il rossetto rosso anche a 8mila metri?

“Dovete sapere che sono una ragazza molto nervosa e che un tempo sfogavo questo nervosismo togliendo le pelli dalle labbra, così non erano molto belle da vedere. Per questo ho iniziato a coprirle con il rosso: da un lato evitava che io continuassi a togliere le pellicine, dall’altra copriva le ferite. Poi ho continuato e mi sono accorta che anche in montagna è utile a proteggere le labbra dal sole.

Alla fine è diventato una parte di me. È una cosa che sorprende tutte le persone che incrocio sulle montagne.” (ride)

Oltre a questa curiosa caratteristica del rossetto, su di te sappiamo veramente poco. Ci racconteresti qualcosa in più, per esempio com’è nata la passione per le montagne?

“Beh, per me è stato facile. Sono nata tra le montagne e ho sempre vissuto circondata dalla natura. In più, grazie a mio padre maestro di sci, credo di aver iniziato a sciare prima ancora di saper camminare. Crescendo ho poi iniziato a praticare la disciplina a livello agonistico arrivando poi a decidere di seguire la carriera paterna diventando anche io maestra.

Mentre frequentavo i corsi per diventare istruttrice ho studiato gestione aziendale in Francia, ma alla fine ha prevalso la passione per la montagna.”

Ora cosa fai nella vita, quando non scali ottomila?

“In inverno lavoro come allenatrice in uno sci club mentre d’estate viaggio e scalo il più possibile. Quando poi finisco i soldi, cerco qualche lavoro stagionale. Faccio la cameriera al ristorante, oppure lavoro come accompagnatrice di media montagna.”

Di certo non te ne stai con le mani in mano…

“No, anche quando sono a casa ho sempre molte faccende da sbrigare. Oltre a lavorare ricerco nuovi sponsor, pianifico i miei prossimi viaggi, cerco di dedicare del tempo alla mia famiglia e, ovviamente, di riposarmi un poco. Mi piace molto stare a casa anche se è impegnativo star dietro a tutto, oltre che un po’ stressante.”

Quando sei in montagna invece?

“Quando parto trovo la mia tranquillità. Mi sento liberà, dimentico tutto ciò che può essere negativo e mi collego con la natura. In montagna so di essere al mio posto, di essere me stessa. Credo sia il luogo in cui sono più felice.”

Come primo ottomila ai scelto il Nanga Parbat, sappiamo però che la tua ambizione è di salirne molti altri…

“Si, il mio sogno è scalare tutti e 14 gli ottomila.”

Cosa ti spinge in questa direzione?

“Quando inizi a scalare vuoi sempre di più. Io ho iniziato in Andorra e dopo averne esplorato ogni angolo ho cominciato a sognare altri luoghi. Così sono andata sulla cima più alta della Catalogna, sui picchi dei Pirenei, della Francia e dell’Italia. Ho girato tutta l’Europa prima di allontanarmi verso Africa, Sud America e Himalaya.

Sul Nanga Parbat non ero sicura di come il mio corpo avrebbe potuto reagire, ma non ho avuto problemi. Era un obiettivo molto grande che sono riuscita a portare a casa. Ora il mio sogno è più grande che mai.”

A proposito, non ti abbiamo fatto ancora nessuna domanda sul Nanga Parbat. Com’è stato arrivare in vetta?

“Stupefacente, incredibile. È una montagna molto dura, che ti fa faticare tanto. Gli spostamenti dal un campo all’altro sono lunghi e complessi. Su questa montagna ogni passo ti fa meritare la vetta.

È stato bellissimo arrivare in cima. Bello perché lì non ci sono spedizioni commerciali e perché con gli altri abbiamo fatto gruppo e siamo partiti tutti insieme per il summit push.”

Quale, tra le tante montagne scalate fino a ora, è la tua preferita?

“Questa è una domanda molto difficile perché ogni posto è unico e speciale per me. Ci sono alcune montagne come il Cervino o il Monte Rosa, dalla storia grandiosa, che rivestono un ruolo molto speciale nel mio immaginario. Poi c’è il Denali, una cima fantastica che adoro.

Una delle mie preferite è certamente l’Ama Dablam. Me ne sono innamorata al primo sguardo con quella forma, quei campi che sfidano il vuoto.”

Cosa ti hanno insegnato queste montagne?

“Ho capito che non siamo superiori a loro, che non siamo più intelligenti e non possiamo prenderle in giro. Sono le montagne a decidere quando possiamo salirle, a darci il permesso.

Ho imparato a rispettarle e ad ascoltarle con umiltà perché quando ci crediamo superiori, alla fine veniamo ridimensionati e riportati al nostro posto.”

Sono questi i valori che cerchi di diffondere attraverso i social dove, tra l’altro, sei diventata un’influencer di montagna?

“Sui social racconto me stessa e la mia passione, quindi anche la mia filosofia.

Non mi sarei mai aspettata di avere un seguito così grande su Instagram, è capitato e sono molto contenta perché per me è di grande aiuto anche nella ricerca di nuovi sponsor. Le spedizioni sono molto costose e facendo lavori stagionali a volte è difficile alimentare i miei sogni. Quest’anno ho anche dovuto vendere la macchina per pagarmi la spedizione al Nanga Parbat.

So però di essere seguita da molte persone che amano le montagne, ma che non hanno la possibilità di poter viaggiare come faccio io. Loro guardano le mie foto per poter ammirare quei panorami, divento i loro occhi e questo mi rende particolarmente orgogliosa.”

Sei simpatica, brava, bella e hai tanti followers che si stanno facendo la stessa domanda: sei fidanzata?

“Cosa? No no, assolutamente no. (ride)

 Non è facile viaggiare tanto e avere una relazione. In più, come ho detto, quando sono a casa ho tanti impegni e cerco di dedicare il poco tempo libero alla mia famiglia. Almeno per ora non ho nessuna intenzione di avere un fidanzato.”

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11 Commenti

  1. I record sono tanti, tantissimi ormai! Ora bisogna alzare l’asticella: il primo circonciso su un 8000, la prima donna con una quinta, i primi gemelli siamesi sul collo di bottiglia, ecc ecc.

      1. Concordo. Io quando ho letto che la cameriera e che poter partecipare alla spedizione sul Nanga si è perfino venduta la macchina … be’ mi sono sentito un codardo da divano.
        Chapeau! E W il rossetto a 8.000 (e pure più in basso)

  2. Carina, giovane, determinata, superforte, divertente e spensierata. A quelli che la criticano consiglio solo un pó di pomata in quel posto per alleviare il bruciore da invidia.

  3. Uno stick protettivo, del colore preferito, fa bene a tutti …ricordando certe labbra secche e screpolate.Anche creme per volto e mani e pure fialette per occhi secchi , il tutto in monodose all’insegna del minimo peso ed ingombro ..Roviniamoci: anche spalmata di creme rinfrescanti antivescica per piedi..preventive..

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