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Alpinismo, Primo Piano

Nanda Devi East. Iniziato l’attacco alla vetta del team polacco

 

Dopo giorni di pausa forzata al campo base a causa del maltempo, torna a esserci movimento sul Nanda Devi East (7.434 m).

La squadra polacca, composta da Rafał Fronia, Dariusz Załuski, Stanisław Pisarek, Jan Lenczowski, Wojciech Flaczyński, Bartek Szeliga, Marcin Gałus, Filip Babicz e Oswald Rodrigo Pereira sotto la guida del capospedizione Jarosław “Jarek” Gawrysiak, che nelle scorse settimane è riuscita ad acclimatarsi prima dell’arrivo della perturbazione che ha portato giorni di neve sulla montagna, è partita per il tentativo di vetta.

Secondo quanto dichiarato dall’organizzatore ufficiale della spedizione, l’alpinista Anindya Mukherjee, che nel 2014 ha a sua volta salito il Nanda Devi East, il team ha raggiunto il campo base (4.250 m) il 4 giugno e completato le rotazioni di acclimatazione il 17 giugno, giorno del rientro al CB. La via, che è quella salita dalla spedizione polacca della prima ascensione del 1939, è stata attrezzata fino a 6.300 m.

Per l’attacco finale alla vetta i 10 si sono suddivisi in tre gruppi: il primo composto da Jarek, Rafal, Wojtek, Filip e Jan e un secondo e terzo, che agiranno come squadre di supporto, formati rispettivamente da Dariusz e Oswald da un lato, Stanislaw, Marcin e Bartek dall’altro.

Al momento il piano è il seguente: il primo gruppo, partito dal campo base questa mattina, si muoverà per primo lungo la cresta. L’idea è di posizionare un campo a 6.800-6.900 m, un po’ più in alto di dove era posizionato il nostro nel 2014, e partire da lì in direzione della vetta. I due gruppi di supporto al momento sono ancora al campo base e resteranno alle spalle dei primi lungo la cresta, occupando i campi inferiori” – ci spiega Anindya, aggiungendo che “sono previsti 10 giorni di bel tempo. Quindi i ragazzi avranno 9 giorni per completare la salita e tornare al CB. Le condizioni meteo sono propizie, loro sono ben acclimatati, unica preoccupazione resta il forte vento previsto al di sopra dei 7.000 m”.

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