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“Rifugio cardioprotetto”. Dodici nuovi defibrillatori per i rifugi del Trentino

defibrillatori, sicurezza in montagna, rifugi, trentino, cnsasCerimonia di consegna dei defibrillatori al Muse di Trento – Foto FB @Soccorso Alpino Trentino

Dodici nuovi defibrillatori sono stati consegnati ai gestori di altrettanti rifugi del Trentino, 10 dei quali sono stati acquistati con i fondi ricavati dalla vendita del libro “Montagne senza vetta. Il coraggio di sentirsi liberi” dell’autore Massimo Dorigoni, e 2 donati dal Rotary club di Trento.

La consegna ufficiale è avvenuta presso il Muse di Trento, con una breve cerimonia pubblica.

La donazione della strumentazione rientra in una iniziativa di più ampio respiro dal titolo “Rifugio cardioprotetto“, avviata lo scorso anno.

Un progetto promosso dal Tavolo trentino della Montagna, di cui fa parte anche il Soccorso Alpino Trentino, coordinato da tsm-Accademia della Montagna per dotare i rifugi trentini, soprattutto i più isolati o difficili da raggiungere, di un defibrillatore semiautomatico.

Un anno fa 12 defibrillatori erano stati donati ai rifugi Tuchett e Pedrotti, Mandrone, Altissimo, Setteselle, Rosetta, Maddalene, Vaiolet, Roda de Vael, Vallaccia, Sandro Pertini e Malga Kraun.

Le strutture interessate dall’iniziativa di quest’anno sono invece il rifugio di Passo Principe, Val d’Amola Segantini, Marchetti allo Stivo, Treviso, Potz Mauer, Alimonta, Boè Pordoi, Contrin, Ai cauduti dell’Adamello, Cima d’Asta Ottone Brentari, Carré Alto Dante Ongari e Antermoia.

La consegna di ben 22 defibrillatori a 16 rifugi montani e a 6 stazioni territoriali del Soccorso Alpino, avvenuta la scorsa settimana in Liguria, dimostra quanto siano fondamentali questi strumenti salvavita che, come dichiarato dal CNSAS, è importante che siano presenti, a disposizione di operatori preparati, nei principali punti di snodo dei percorsi escursionistici e nelle zone impervie.

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2 Comments

  1. Fa piacere sapere che il defibrillatore si diffonde.Pero’ la vecchia tecnica del massaggio cardiaco abbinato a respirazione bocca a bocca, non e’da buttar via per sempre.Anzi temo che sapere della vicinanza relativa del marchingegno, faccia cercare l’arrivo della valigetta piuttosto che intervenire senza , perdendo tempo prezioso.I 5 minuti sono essenziali.Se proprio, esiste un boccaglio minimale da pochi euro per soccorritore che evita il contatto tra le labbra ed ha una valvola.Poi l’esercitazione con manichino andrebbe diffusa.Gli appositi manichini dovrebbero essere acquistati in pianta stabile , non costano un patrimonio. Nelle scuole.. al posto della preparazione a superare innumerevoli quiz.La manovra espulsione corpi estranei , detta di Heimlich, poi e’gratis.Sul web pure filmetti esplicativi..prima di passare alle esercitazioni individuali…

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